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Lamezia Terme - Fatta luce sui tentativi di omicidio di Giuseppe Morello e Pasquale Saladino avvenuti rispettivamente nel novembre  e dicembre del 2011 a Lamezia Terme. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro e della Compagnia di Lamezia Terme hanno notificato un fermo di indiziato di delitto nei confronti di Angelo Francesco Paradiso, detto "Ciccuzzu", 30 anni, emesso dalla DDA di Catanzaro per i reati di tentato omicidio in concorso premeditato aggravato dalle modalità mafiose. Il presunto reo avrebbe programmato, organizzato e direttamente compiuto diverse azioni delittuose.

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I dettagli sono stati resi noti durante una conferenza stampa nella sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catanzaro. Il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Ugo Cantoni, evidenzia come si stia “continuando a ricostruire la storia criminale di Lamezia Terme”. Situazione che “sta diventando sempre più chiara - aggiunge - anche se questo non vuol dire che è stata risolta del tutto”.  E’ poi il procuratore aggiunto della DDA di Catanzaro, Giovanni Bombardieri, ad entrare nei particolari del duplice episodio di sangue del 2011 avvenuto dopo l’omicidio di Vincenzo Torcasio e suo figlio Francesco, uccisi il 7 giugno e il 7 luglio del 2011. Episodio criminale, in particolare quello di Saladino “aggravato dal fatto che venne ferito accidentalmente un ragazzino, colpito dal fuoco esploso dal killer”. Il procuratore aggiunto parla di “un gruppo criminale che voleva impossessarsi di un’area precisa di Lamezia: Capizzaglie". Il gruppo, composto da "Umberto Egidio Muraca, Nino Cerra, Angelo Francesco Paradiso e Pasquale Carnovale - precisa Bombardieri - cercava di affermarsi nello spaccio di stupefacenti".

Nei giorni scorsi un’ordinanza di fermo di indiziato di delitto è stata notificata nei confronti di Angelo Francesco Paradiso mentre è ancora al vaglio degli inquirenti la posizione di Pasquale Carnovale per quanto riguarda il tentato omicidio di Morello. Giuseppe Morello e Pasquale Saladino rappresentavano, quindi, “la continuità con il passato” erano visti come dei “soggetti scomodi” da eliminare per arrivare all’obiettivo finale “conquistare il territorio con questi segnali forti”. Nel corso della conferenza stampa il comandante dei carabinieri di Lamezia Terme, Fabio Vincelli, sottolinea come le dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia (Arzente, Muraca e Piraina) siano state concordanti nel nome di Paradiso. Vincelli sottolinea, inoltre, la “volontà di alcuni soggetti di prendere il largo eliminando persone che avrebbero potuto dargli fastidio”. “Gli esami dello stub - aggiunge Vincelli - hanno portato ad individuare alcune cellule compatibili con una pistola 9x21”. Nel corso della conferenza stampa emerge come la pistola, quella utilizzata per uno dei tentati omicidi, sia risultata essere compatibile con quella impiegata per compiere diversi atti intimidatori ai danni di esercizi commerciali avvenuti nella medesima area successivi all’omicidio dei “Carrà”.

Ramona Villella

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