
Lamezia Terme- Avrebbe sfruttato due lavoratrici, costringendole a rinunciare alle ferie, ai contributi e al Tfr. È questo il quadro accusatorio di cui dovrà rispondere un uomo di 51, S.C., originario di Cosenza e titolare di un’agenzia di autonoleggi, rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Lamezia Terme, su richiesta del sostituto procuratore Santo Melidona.
Il processo nasce da indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Lamezia Terme, avviate dopo la denuncia di una delle lavoratrici. Le attività investigative hanno fatto emergere che l'imprenditore avrebbe avviato un’agenzia di noleggio auto a Lamezia Terme, impiegando due donne senza formale assunzione (per cui in nero) per oltre un anno, facendole lavorare sei ore al giorno con una retribuzione di 600.00 euro al mese. Almeno questa è la ricostruzione fatta dagli inquirenti. Secondo l’accusa, in particolare, l’imprenditore avrebbe sottoposto le due dipendenti a condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno derivante dall’assenza di ulteriori opportunità occupazionali, privandole da ogni forma di previdenza e costringendole a rinunciare alle ferie normalmente previste ed al Tfr. Nei confronti dell’imputato lo stesso Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica, aveva anche disposto il sequestro di somme di denaro pari a 50mila euro ritenute l’equivalente del profitto indebito derivante dalla presunta condotta di sfruttamento.
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