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Roma - Torna in cella Vincenzino Iannazzo, 65 anni, ritenuto il capo dell'omonima cosca di 'ndrangheta, attiva nel territorio di Lamezia. Era stato tra i primi esponenti della criminalità organizzata ad essere scarcerato per ragioni di salute legate all'emergenza Covid. Ora - come riporta l'Ansa - sarà detenuto presso il reparto di medicina protetta dell'ospedale Belcolle di Viterbo, in applicazione del "decreto antimafia" del ministro Bonafede. Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata del 5 giugno e Iannazzo ha abbandonato la sua abitazione di Lamezia.

Vincenzino Iannazzo aveva lasciato il carcere di Spoleto, i primi di aprile, per gli arresti domiciliari dal momento che il suo stato di salute era stato ritenuto incompatibile con la detenzione durante l'emergenza coronavirus. Lo aveva deciso, con ordinanza, la Seconda sezione della Corte d'Assise d'Appello di Catanzaro, riunita in videoconferenza via Skype, su istanza dei legali Salvatore Cerra e Mario Murone.

Iannazzo, detto ‘U Moretto”, è stato coinvolto nell'operazione Andromeda - fra le più importanti eseguite nel territorio lametino in questi anni contro le cosche mafiose - ed è stato considerato dagli inquirenti a capo dell'omonina cosca mafiosa. Stando ai rilievi eseguiti dai periti, a causa di una patologia che gli ha comportato un deficit immunitario era stato giudicato un soggetto particolarmente a rischio e dunque incompatibile con il regime carcerario proprio in conseguenza dell'emergenza sanitaria legata al Covid 19. Oggi, invece, nei confronti di Iannazzo, detto "U moretto" sono stati revocati gli arresti domiciliari.

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