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Lamezia Terme - Erano stati arrestati dai carabinieri di Lamezia Terme, guidati da Pietro Tribuzio, per detenzione abusiva di armi clandestine e armi comuni da sparo, detenzione abusiva di munizionamento, ricettazione e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, Saverio Torcasio, 30 anni (difeso dall’avvocato Lucio Canzoniere), e Pasquale Caligiuri, 29 anni (difeso dall’avvocato Gianluca Careri). Per i due, oggi, si è svolta l’udienza di convalida al Tribunale di Lamezia Terme. Il giudice Gallo ha ritenuto di convalidare l’arresto e disporre la misura carceraria per entrambi.

Caligiuri si è giustificato davanti al Gip dicendo di trovarsi nello studio tecnico di Torcasio perchè suo cliente e perchè doveva ottenere alcuni rilievi planimetrici per dei lavori di ristrutturazione della sua abitazione. Saverio Torcasio si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha confermato l’estraneità di Caligiuri, affermando che si trovava con lui per questioni di lavoro.

I fatti risalgono al 14 novembre, quando, i carabinieri, durante un servizio di controllo del territorio, in prossimità di via Foderaro, incrocio via delle Betulle, hanno notato i due giovani aggirarsi con fare sospetto e, successivamente, intrufolarsi in un locale. I militari, entrati nell’immobile hanno bloccato e identificati i due nell’immobile che è risultato essere lo studio tecnico di Torcasio. In una piccola botola ricavata nel controsoffitto, una volta aperta, i militari hanno trovato al suo interno in un borsone di tela nero, un vero e proprio arsenale: una mitraglietta “Uzi” clandestina, completa di caricatore con 32 colpi pronta ad essere adoperata; 3 pistole semiautomatiche; 2 revolver; un dispositivo elettronico per la rilevazione di allarmi e un ingente quantitativo di stupefacente.

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