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Lamezia Terme – Potrebbe essere fatta nuova luce sul caso della 39enne (di origini campane ma residente nella città della Piana) morta dopo essere stata ricoverata all’ospedale Giovanni Paolo II. Ieri si è tenuto l’incidente probatorio al Tribunale di Lamezia davanti al giudice Maria Teresa Carè, ed è stato ufficializzato il ritrovamento degli organi della 39enne, in particolare il cuore, utili per effettuare tutti gli esami autoptici necessari. In un primo momento, infatti, era stata effettuata una perizia da un collegio di esperti che, però, non avevano gli organi a disposizione ma ha dovuto effettuare gli esami esclusivamente sui “vetrini”.

Il perito, quindi, non aveva la possibilità di svolgere l’esame più importante, quello sulla corda tendinea, perché non aveva a disposizione il cuore. Dopo la richiesta all’azienda ospedaliera di Catanzaro per avere informazioni sugli organi della donna, ieri é arrivata la risposta. Gli organi ci sono, il cuore è stato ritrovato e, quindi, il dottor Ricci, perito nominato per il caso, avrà la possibilità di effettuare, e rifare, gli esami. Nella prossima udienza del 18 febbraio il perito potrà così relazionare sui risultati e rispondere alle domande chiarificatrici sul caso. 25 membri del personale medico del nosocomio lametino sono stati indagati. Si aspetta, quindi, l’esito della perizia per fare chiarezza su uno dei casi di presunta malasanità ma, soprattutto, per capire quali siano state le cause della morte di questa giovane donna.

C.S.

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