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Lamezia Terme – Sono sette le persone indagate per truffa all’azienda sanitaria e all’Inps a seguito delle indagini portate avanti dalla Guardia di Finanza di Lamezia guidata dal tenente colonnello Clemente Crisci. Si tratta di un medico curante, due medici ospedalieri, un insegnante, la segretaria del medico curante e due dipendenti di un call center.

L’indagine, avviata nel 2017 dal nucleo mobile della Guardia di Finanza del gruppo di Lamezia Terme, coordinata dal procuratore Salvatore Curcio, era stata originariamente mirata nei confronti del dottor Ugo De Sarro, medico di famiglia con studio a Lamezia Terme, sospettato di assentarsi in maniera ingiustificata dal proprio ambulatorio in violazione degli obblighi derivanti dall’incarico conferitogli in convenzione dall’Asp di Catanzaro, in base al quale avrebbe dovuto garantire la sua presenza in studio almeno per 15 ore settimanali. I finanzieri, invece, avrebbero riscontrato che lo stesso era presente in studio soltanto per circa un’ora al giorno.

Gli approfondimenti investigativi disposti dal procuratore Curcio, anche attraverso intercettazioni telefoniche, avrebbero invece consentito alle fiamme gialle di verificare che durante i periodi di “assenteismo” del medico, i suoi assistiti, secondo gli inquirenti, venivano ricevuti presso il suo studio dalla segretaria, Giulia Scalise, la quale, nonostante sprovvista dei requisiti previsti dalla legge per l’esercizio della professione, prescriveva  farmaci, esami clinici ed altri atti di competenza del medico, apponendo sugli stessi la firma apocrifa del titolare dell’ambulatorio con la consapevolezza e l'assenso del medico.

Nel corso delle investigazioni, inoltre, sarebbero emerse altre condotte illecite commesse da altre cinque persone, avvallate da De Sarro, tra cui tre pubblici dipendenti (un insegnante e due medici) Sante Giovanni Pontillo, Antonio Di Cello, Angelo Schicchi, e due dipendenti di un call center, Francesca Torcasio e Roberto Florean, i quali, stando alla ricostruzione investigativa della guardia di finanza, si sarebbero rivolti al primo per ottenere false certificazioni attestanti uno stato di malattia non veritiero, al fine di assentarsi dal proprio impiego. Analoga condotta illecita, avvallata dal medico e dalla propria segretaria, sarebbe stata tenuta da due dipendenti di un’azienda privata.

A conclusione delle indagini, sono stati notificati agli indagati gli avvisi di garanzia con la contestazione: al medico di base dei reati di truffa aggravata, interruzione di pubblico servizio e di falso; alla segretaria i reati di esercizio abusivo della professione medica e falso in concorso con il primo; alle altre cinque persone che hanno richiesto ed ottenuto false certificazioni di malattia è stato contestato il reato di truffa aggravata. Gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o presentare le loro memorie difensive.

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