
Lamezia Terme - Revocata la misura della custodia cautelare in carcere a Andrea Giampà, difeso dagli avvocati Pagliuso e Iaria. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha così accolto le motivazioni portate all’attenzione dai difensori del ragazzo decidendo di scarcerare Andrea Giampà. Il giovane lametino è stato arrestato una prima volta l’1 dicembre 2014 in forza di ordinanza di misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Lamezia Terme, Carlo Fontanazza. Il ventinovenne, infatti, era stato fermato nella sua abitazione dal Nucleo Operativo radiomobile dei carabinieri di Girifalco e dal Nucleo investigativo del comando provinciale dell’Arma. Su Giampà, pendeva un fermo d’indiziato di delitto, da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, a firma del sostituto procuratore Elio Romano. Il giovane, venne arrestato in quanto accusato di tentata estorsione, minacce aggravate dalla metodologia mafiosa e concorrenza mafiosa. I fatti per i quali la Direzione Distrettuale Antimafia ha avviato le indagini sarebbero consistite in un atto intimidatorio presso un esercizio commerciale nel centro commerciale di Maida.
Quella ordinanza era stata impugnata dall’avvocato Pagliuso davanti al Tribunale del Riesame di Catanzaro. Dopo soli tre mesi, però, per Andrea Giampà si erano riaperte le porte del carcere. Infatti, su richiesta del Procuratore della Repubblica al Tribunale di Lamezia Terme Luigi Maffia, in ragione di una presunta trasgressione da parte del Giampà degli obblighi imposti con la misura cautelare degli arresti domiciliari, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lamezia Terme Barbara Borelli ne aveva nuovamente disposto l’aggravamento della misura, ordinando la sostituzione degli arresti domiciliari con la misura cautelare della custodia in carcere. A seguito del processo con rito abbreviato del 9 luglio 2015, il Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Lamezia Terme, Emma Sonni, all’esito della Camera di Consiglio, ha emesso ordinanza con la quale ha disposto nuovamente la trasmissione degli atti al Giudice per le Indagini Preliminari di Catanzaro, ritenendo sussistente l’aggravante della metodologia mafiosa. Oggi, quindi, il procedimento a carico di Andrea Giampà, continua ad essere celebrato al Tribunale di Catanzaro ma il giovane torna a casa. Sarà poi il processo penale ad accertare la veridicità delle accuse contestate.
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