
Lamezia Terme – Divieto di dimora nel Comune di Lamezia. È quanto disposto dal Tribunale di Lamezia Terme nei confronti di un uomo lametino, indagato per atti persecutori e molestie ai danni di una giovane donna e dei suoi familiari, dopo che il giudice ha ritenuto violate le prescrizioni della precedente misura cautelare. Secondo quanto emerge dagli atti, l'uomo era già sottoposto al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, (qui la notizia) con il divieto di comunicare con lei e l'obbligo di allontanarsi immediatamente in caso di incontri occasionali. La misura era stata adottata nell'ambito del procedimento penale per una serie di presunti comportamenti reiterati di minaccia, ingiuria e molestie che, secondo l'accusa, si sarebbero protratti per mesi nei confronti della donna e dei suoi familiari, anche alla presenza di un minore, provocando un perdurante stato di ansia e timore e inducendo le vittime a modificare le proprie abitudini di vita.
Nonostante il provvedimento cautelare, nel corso dei mesi si sarebbero verificati diversi incontri tra le parti che hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Inoltre, secondo quanto riportato nell'ordinanza, il 15 giugno 2026 la persona offesa ha presentato una nuova querela, denunciando un'aggressione verbale durante l'uomo avrebbe rivolto insulti e frasi offensive nei suoi confronti e nei confronti dei suoi familiari. Il giudice ha ritenuto che tale episodio rappresenti una violazione delle prescrizioni imposte dalla misura cautelare già in vigore, evidenziando come il divieto di avvicinamento fosse finalizzato proprio a impedire qualsiasi forma di aggressione, anche verbale, e a evitare contatti con le persone offese. Nell'ordinanza si sottolinea inoltre come la condotta contestata dimostrerebbe l'inadeguatezza della misura originaria e la persistente esigenza di prevenire il rischio di reiterazione dei reati. Richiamando anche l'orientamento della Corte di Cassazione in materia di aggravamento delle misure cautelari, il Tribunale ha quindi disposto la sostituzione del divieto di avvicinamento con una misura più severa, applicando all'indagato il divieto di dimora nel Comune di Lamezia Terme. Dagli atti emerge inoltre che il giudice ha ritenuto il divieto di dimora l'unica misura idonea a tutelare la persona offesa e i suoi familiari, considerata la presunta inosservanza delle prescrizioni già imposte e la necessità di impedire nuovi contatti. La persona offesa è assistita dall'avvocato Ramona Gualtieri, mentre l'imputato è difeso dall'avvocato Aldo Ferraro.
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