Salta al contenuto principale

carabinieri-paletta_96064_373d9_4fabf_da050_de9eb_4937e.jpg

Napoli - I clan di Poggiomarino, nel Napoletano, e i loro legami con le 'ndrine nel traffico di droga. C'è anche questo in una indagine dei carabinieri di Napoli che nel capoluogo campano, a Salerno, Imperia, Cosenza, Ancona e Reggio Emilia ha portato a misure cautelari per 26 persone e a un sequestro beni per 50 milioni di euro. Le misure, emesse dal gip di Napoli, riguardano, a vario titolo, due distinte organizzazioni criminali attive a Poggiomarino e nei comuni limitrofi, in lotta tra loro per l’egemonia sul territorio, una storicamente riconducibile al clan Fabbrocino, e un'altra nuova e alla ricerca di autonomi spazi. Entrambe hanno commesso numerose estorsioni e intimidazioni, anche con esplosione di colpi d’arma da fuoco; dato vita a un consistente traffico di sostanze stupefacenti, accertando canali di approvvigionamento anche con la 'ndrangheta.

Il clan riconducibile a Giuseppe Giuliano, detto 'o minorenne, acquistava la droga grazie ai contatti con la 'ndrina calabrese dei Pesce-Bellocco della Piana di Gioia Tauro, dalla quale si riforniva di marijuana attraverso Giosafatte Giuseppe Elia. Emerge dall'indagine dei carabinieri di Napoli, coordinata dalla DDA, che oggi ha consentito di eseguire 26 provvedimenti cautelari nelle province di Napoli, Salerno, Imperia, Cosenza, Ancona e Reggio Emilia, e di sequestrare beni per 50 milioni di euro, al clan Fabbrocino (capeggiata da Antonio Giuliano detto "o' savariello", luogotenente dei Fabbrocino, detenuto presso il Carcere di Nuoro) e al clan capeggiato dal suo omonimo Giuseppe Giuliano. La sostanza stupefacente veniva poi trasportata e custodita da incensurati insospettabili come quali Francesco De Michele e Adriano De Filippo, i quali utilizzavano anche furgoni di copertura per la distribuzione del caffè quali vettori per movimentare lo stupefacente.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.