Salta al contenuto principale

carabinieri-paletta_96064_373d9_4fabf_da050_de9eb_3ca9d_c4de1.jpg

Diamante - Tre fratelli sono stati sottoposti a fermo dai carabinieri in relazione al ferimento di Stefano Perugino, di 60 anni, titolare di un bar a Diamante, raggiunto da alcuni colpi di pistola ieri sera al culmine di una lite. Si tratta di Massimo, Alessandro e Mattia De Rose. Due di loro erano stati portati nella caserma dei carabinieri e qui fermati. Il terzo si è poi costituito in carcere dopo avere saputo del provvedimento a suo carico. I tre, già noti alle forze dell'ordine, sono indagati per tentato omicidio aggravato dai futili motivi. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, i tre, con la loro auto, ieri sera avrebbero danneggiato un gazebo posto all'esterno del locale di Perugino. Alla scena ha assistito il figlio dell'uomo che è intervenuto, brandendo - a detta degli indagati - un coltello da cucina. E' stato a questo punto che sono partiti i colpi di pistola. Le indagini dei carabinieri proseguono per chiarire completamente la dinamica dei fatti, a cominciare da chi materialmente ha sparato.

Sindaco: "Insieme cacceremo i violenti da Diamante"

"A seguito del grave fatto di cronaca verificatosi questa sera nella nostra Città ho inteso convocare per domattina alle 10, nel Palazzo di Città, i rappresentanti delle forze dell'ordine, i componenti della Giunta, i capigruppo consiliari, i sacerdoti ed i dirigenti scolastici. È il momento di reagire e chiamare a raccolta i rappresentanti delle istituzioni e dei presìdi sociali ed educativi della nostra comunità". Lo afferma, in una nota, il sindaco di Diamante, senatore Ernesto Magorno, in relazione al ferimento con alcuni colpi di pistola, al culmine di una lite, nel centro cittadino, del titolare di un bar. "La nostra é una comunità sana - aggiunge Magorno - che vuole e deve rifiutare ogni forma di prevaricazione e di violenza. Per questo é necessario chiamare a raccolta tutte le componenti cittadine per dare una risposta chiara e forte ed avviare un percorso comune rivolto innanzitutto alle giovani generazioni. Insieme reagiremo e insieme cacceremo i violenti da Diamante. Ora basta!".

Lunedì fiaccolata a Diamante

"Dare un segnale immediato e forte contro la violenza e avviare un'azione unitaria culturale e di prevenzione che coinvolga soprattutto i giovani: è questo il dato chiaro che è emerso dall'incontro convocato dal sindaco di Diamante, il senatore Ernesto Magorno, all'indomani del grave fatto di cronaca verificatosi ieri sera, e che si è tenuto nel Palazzo di Città alla presenza rappresentanti delle Forze dell'Ordine, i componenti della Giunta, i capigruppo consiliari e i consiglieri comunali, i sacerdoti, i rappresentanti dell'Istituto Comprensivo e dell'IISS". E' quanto si legge in una nota del Comune. "Già lunedì alle 18,30 - prosegue la nota - si svolgerà una fiaccolata che partirà da Piazza XI Febbraio e giungerà in Piazza Municipio, su iniziativa delle Parrocchie e dell'Amministrazione Comunale e coinvolgendo le scuole e tutte le rappresentanze cittadine, ed alla quale sarà presente don Ennio Stamile, referente del Coordinamento regionale di Libera. Martedì mattina si terrà un incontro che coinvolgerà gli studenti e che oltre alla presenza di don Stamile vedrà la partecipazione di Tiberio Bentivoglio, l'imprenditore calabrese esempio di coraggio e impegno per aver detto no alla 'ndrangheta. Il Sindaco non ha mancato di ringraziare la magistratura e i carabinieri della compagnia di Scalea, coordinata dal capitano Andrea D'Angelo e della stazione di Diamante comandata dal maresciallo maggiore Danilo Guidi per la tempestiva ed incisiva azione seguita agli accadimenti di ieri, sottolineando comunque la necessità, come sollecitato da tempo, di dotare di maggiori mezzi e uomini le Forze dell'Ordine sul territorio. Dalla Città di Diamante giunge una risposta immediata e un no chiaro a chi vuole inquinare con la violenza il suo futuro".

Magorno: "Comune sarà parte civile"

"La comunità di Diamante ha reagito prontamente alla drammatica sparatoria delle scorse ore. Si è realizzata una straordinaria unità tra istituzioni politiche, religiose, militari e società civile, una vera e propria saldatura in nome della legalità e della difesa dei valori più alti che animano la nostra gente. E in nome di questo comune sentire, fatto di rispetto e difesa dell'altro, che è nostro dovere andare avanti con rinnovata energia e consapevolezza. Continueremo questo impegno; l'amministrazione comunale, infatti, si costituirà parte civile nel processo che, sicuramente, farà giustizia su quanto accaduto ieri sera per testimoniare una scelta di campo contro ogni forma di violenza e di prevaricazione. Il seme dell'ingiustizia non avrà mai radici a Diamante". Così il sindaco di Diamante, il senatore Ernesto Magorno.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.