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Reggio Calabria - Al termine delle indagini avviate nel luglio 2017 e sviluppatesi nella successiva fase convenzionalmente denominata “Prima alba bis” del gennaio 2019, i Carabinieri della stazione di Oppido Mamertina, congiuntamente ai militari della Guardia di Finanza, Sezione di polizia giudiziaria della Procura di Palmi hanno arrestato Giuseppe Managò 47 anni, imprenditore agricolo del luogo, e la moglie Maria Calipari, 41 anni, per i reati di usura ed esercizio abusivo del credito.

Gli indagati sono stati arrestati in esecuzione all’ordinanza, emessa dal Tribunale di Palmi a seguito di richiesta da Giorgio Panucci della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, che ha previsto la custodia cautelare in carcere per Managò e la misura cautelare degli arresti domiciliari per la consorte. Il provvedimento rientra nell’ambito di una più ampia attività d’indagine condotta dalla Procura di Palmi, diretta dal procuratore Ottavio Sferlazza ed eseguita dal personale della Stazione Carabinieri di Oppido Mamertina e della sezione di polizia giudiziaria della Guardia Di Finanza.

L’attività investigativa ha permesso di verificare che Managò, seppur già detenuto in carcere per il delitto di tentata estorsione nell’ambito della medesima operazione “Prima Alba”, si avvaleva della coniuge, Calipari Maria, al fine di prestare importanti cifre in denaro contante ad una molteplicità di persone, alcune delle quali in gravissima difficoltà economica, pretendendo da questi rate mensili di restituzioni del premio capitale, talora gravate da interessi più o meno fissati nel tasso del 20% annuo. È stato altresì disposto il sequestro preventivo di un importo totale di 20mila euro. L’uomo sarebbe, secondo le risultanze dell’attività d’ indagine, il prosecutore di una ventennale attività di esercizio abusivo del credito, quale tradizione di famiglia.

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