
Catanzaro – A tre anni dall’inizio dell’inchiesta è stata fissata la data d’inizio del processo a carico dei medici dell’Asp di Catanzaro in servizio al 118 che, secondo le accuse formulate dalla procura di Catanzaro, durante il primo lockdown si sarebbero assentati dal servizio esibendo falsi certificati medici. Più in particolare, in base alle ipotesi della procura un primo nutrito gruppo di medici si sarebbe accordato per dare luogo a un’autentica ritorsione ai danni dell’Asp a seguito della sospensione e contestuale recupero di una speciale indennità, che sarebbe stata illegittimamente riconosciuta per anni anche in corrispondenza delle giornate di ferie. Alcuni operatori del 118 avrebbero creato un apposito gruppo di whatsapp, dove si sarebbero scambiati messaggi che inducevano alla protesta, sperando che i disservizi indotti dalla loro azione potessero indurre a un ripristino dell’indennità.
Alcuni sanitari avrebbero invece deliberatamente deciso di assentarsi dal lavoro per il timore di contrarre il Covid-19, ovvero di trasmetterlo ai propri congiunti, sottraendosi così ai propri doveri nel primo periodo di massima diffusione della pandemia. Qualcuno dei medici indebitamente assentatisi dal lavoro hanno continuato ad esercitare l’attività professionale privata.Ora il giudice ha fissato la data di inizio del processo per il prossimo 9 novembre e sono in totale 35 gli imputati, professionisti che operano su tutto il territorio della provincia di Catanzaro negli ospedali dipendenti dall’Asp.
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