
San Calogero (Vibo Valentia) - È sottoposta a sequestro dal 2011 l'area dell'ex fornace "La Tranquilla" dove il 2 giugno è stato ucciso Soumayla Sacko, il 29enne del Mali ucciso sabato sera a San Calogero, nel vibonese e per il quale oggi è stato fermato un uomo, Antonio Pontoriero, 43enne già indagato per l'omicidio. Pontoriero è parente di uno degli ex custodi dell'area sequestrata in cui è avvenuto il delitto.
Il sequestro è avvenuto nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e condotta dalla Guardia di finanza sullo smaltimento e lo stoccaggio di rifiuti industriali tossici e pericolosi tra Calabria, Puglia e Sicilia.
L'ex fornace, infatti, era finita al centro dell'operazione "Poison": secondo l'accusa, nei terreni della società "Fornace tranquilla", a San Calogero, sarebbero stati stoccati oltre 127 mila tonnellate di rifiuti pericolosi e tossici tra i quali fanghi altamente inquinanti di derivazione industriale composti da alte percentuali di nichel e vanadio. Il giro d'affari al centro dell'inchiesta si aggira sui 18 milioni di euro perché tanto, secondo l'accusa, sarebbe costato il regolare smaltimento dei rifiuti a Brindisi, Priolo Gargallo e Termini Imerese.
In seguito alle indagini, già da luglio 2010, il Prefetto di Vibo Valentia aveva imposto la distruzione dei prodotti agricoli coltivati nelle vicinanze dell'area interessata.
Nell'inchiesta Furono indagate 18 persone, per 12 delle quali è in corso il processo ma la quasi totalità dei reati ipotizzati, commessi dal 2000 al 2007, è già estinta e il processo è a rischio prescrizione e lpiter processuale avrebbe subito diversi ritardi nell'avvio: su questo, negli scorsi anni, vi erano state anche delle interrogazioni parlamentari del M5s.
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