
Lamezia Terme - “Lirio Abbate deve stare attento a Riccardino l’albanese, uno dal quale dipende gente che spara”. Queste le minacce ricevute dal giornalista dell’Espresso Lirio Abbate e che sono trapelate sugli organi di stampa nazionali in queste ore. Abbate è da sempre giornalista minacciato da Cosa nostra e dalla ‘ndrangheta. Nuovo è che, secondo tale segnalazione anonima trapelata solo ora sui mezzi di comunicazione, sia la mala romana legata al clan campano dei Casalesi e a ciò che sta dietro alle slot machine illegali. Riccardino sarebbe in realtà Arben Zogu, 40 anni, il 29 ottobre è stato arrestato insieme a Mario Iovine e ad altre 12 persone legate al clan dei casalesi. Solo ora, però, le nuove minacce sono trapelate anche se l’allerta e la scorta su Abbate è stata potenziata sin dall’estate scorsa. Abbate, di recente, è uscito fuori dal consiglio d’amministrazione della Fondazione Trame a Lamezia. Appresa la notizia, il sindaco Speranza ha comunque voluto manifestare vicinanza e solidarietà al giornalista palermitano che riportiamo qui di seguito.
“Ho letto nelle ultime ore sulla stampa, delle nuove minacce nei confronti di Lirio Abbate, giornalista de L'Espresso e nostro carissimo amico, che in questi anni ha dato un contributo fondamentale all'ideazione e alla realizzazione del festival Trame. Si tratta di fatti gravissimi e odiosi. A Lirio ho espresso personalmente e voglio ribadirlo pubblicamente la mia vicinanza, il mio affetto e quello di tutta la città di Lamezia Terme. Non saranno le intimidazioni e le minacce a fermare la verità”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA