
Cutro (Crotone) – Secondo l'ultimo aggiornamento del naufragio sulle coste di Cutro sarebbero circa 59 le vittime accertate al momento, ci sono anche 12 bambini e 33 donne. Lo rende noto il centro di coordinamento soccorsi riunito presso la Prefettura di Crotone. Un bilancio che si aggrava man mano che i soccorritori recuperano i corpi dei naufraghi dalle acque del mare. Intanto, è stato attivato nella Prefettura di Crotone il Centro coordinamento dei soccorsi per fare fronte all'emergenza. In Prefettura si è anche tenuta una riunione presieduta dal prefetto Maria Carolina Ippolito. I superstiti del naufragio saranno ospitati nel centro Cara e una trentina di loro verranno trasferiti in ospedale. Inoltre, saranno portate nel PalaMilone, il palazzetto dello sport che sorge nel centro di Crotone, le salme delle vittime. Lo hanno deciso le autorità. Il trasferimento non è ancora iniziato.
Procura Crotone apre inchiesta
Omicidio e disastro colposi e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina: sono questi i reati per i quali procede la Procura della Repubblica di Crotone, guidata da Giuseppe Capoccia, nell'inchiesta aperta sul naufragio del barcone.
La tragedia
La tragedia, oggi alle prime luci dell’alba: un’imbarcazione in legno tipo caicco, con numerosi migranti a bordo, è naufragata a causa delle cattive condizioni del mare, in località Steccato di Cutro. È stata una telefonata giunta verso le 4 al reparto operativo aeronavale della Guardia di finanzia di Vibo Valentia a fare scattare l'allarme per la tragedia. Nella telefonata non sono state fornite notizie dell'incidente a causa di un inglese poco comprensibile di colui che ha chiamato. Gli operatori della centrale operativa, tuttavia, hanno intuito che potesse essere successo qualcosa ed hanno allertato le forze dell'ordine di Crotone. Al momento, sono state recuperate 80 persone vive. Purtroppo ancora non è certo il bilancio delle vittime, in quanto le ricerche sono ancora in corso, sia sul mare che via terra, lungo tutto il tratto costiero. Dalle prime notizie apprese, la barca naufragata sembra partita da Izmir (Turchia), circa 4 giorni fa.
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Anche la Guardia Costiera, oltre a Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del fuoco, Croce rossa e volontari, da questa notte, è impegnata lungo le coste del crotonese per soccorrere i naufraghi caduti in mare da un barcone con circa 120 migranti a bordo, che si era infranto sugli scogli a pochi metri dalla costa. La Guardia Costiera di Reggio, che sta coordinando le attività di ricerca e soccorso in mare, ha inviato in zona due motovedette SAR classe 300, provenienti da Crotone e Roccella Jonica, e un elicottero AW 139 dalla base aerea di Catania. Le condizioni meteo in zona sono particolarmente avverse. Le ricerche proseguiranno nelle prossime ore anche con l'impiego di un team di sub della Guardia Costiera di Messina, nonché con mezzi aeronavali delle forze di Polizia che opereranno sotto il coordinamento della Guardia Costiera di Reggio Calabria. Una motovedetta ed un elicottero della Guardia costiera stanno battendo il tratto di mare. I soccorritori, tuttavia, ritengono improbabile che ci possano essere ancora delle persone vive in mare. La ricerca, quindi, è finalizzata più al recupero di cadaveri. Alle operazioni partecipano anche i vigili del fuoco con gommoni e moto d'acqua.

Vittime da Iran e Iraq su rotta turca
Provenivano da Iraq, Iran, Afghanistan e Siria le vittime del naufragio. Si trattava di uno dei tanti viaggi della speranza che segue la rotta turca, quella più battuta dai migranti provenienti dai Paesi dell'area. L'imbarcazione non ha retto alla forza del mare, oggi particolarmente mosso, e si è spaccata a pochi metri dalla costa. I resti adesso sono sparsi sulla battigia per un centinaio di metri.




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