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Catanzaro, 17 maggio - A meno di un anno di distanza, è attesa per oggi la prima sentenza dell'Operazione Medusa contro la cosca dei Giampà.  Questa mattina alle 10:00 è iniziata l'udienza che si è conclusa con le repliche degli avvocati della difesa, ovvero l'avvocato Larussa, Spinelli, Ferrari e di Domenico Villella in difesa del suo assitito Domenico Chirico, detto "'U Duru". Il Gup Giovanna Mastroianni ha rigettato la presentazione di ulteriore documentazione da parte del Pm Elio Romano oltre all'ascolto di nuovi testimoni. Il giudice ha convocato le parti per le ore 17:00 per la sentenza con rito abbreviato dell'operazione Medusa.

Le richieste del Pm Romano

Lo scorso dicembre il Pm Elio Romano aveva avanzato richieste di condanne da un minimo di due anni e mezzo ad un massimo di quindici anni.  Nello specifico, il PM ha chiesto (tenendo presente che si tratta di processo con rito abbreviato e che gli imputati sono accusati di associazione di stampo mafioso in base all’art. 416 bis, di possesso d’armi, di traffico di sostanze stupefacenti, di estorsioni e, per quanto riguarda il carabiniere Roberto Gidari di rivelazioni d’atti d’ufficio) il massimo per Aldo Notarianni e Vincenzo Bonaddio, i capi maggiori della cosca Giampà, mentre per Giuseppe Giampà, “u presidente”, la richiesta è stata di 6 anni, avendogli il pm riconosciuto le attenuanti per la sua collaborazione con la giustizia. Per il padre di Giuseppe, Francesco “u prufissuri”,  Romano ha chiesto invece 12 anni, per sua moglie e una figlia 6 anni, per le altre due figlie invece 4 anni. Per la Meliadò, moglie di Giuseppe Giampà, è stata chiesta una condanna di 3 anni e mezzo. Per Domenico Chirico, difeso dall’avvocato Domenico Villella, la richiesta è stata di 2 anni e 4 mesi per possesso d’arma, essendo caduta nella prima udienza l’accusa inerente l’articolo 7 (metodo mafioso).

Aggiornamento

http://www.lametino.it/Cronaca/lamezia-processo-medusa-ecco-le-condanne.html

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