Salta al contenuto principale

guardia-di-finanza-volante-elicottero.jpg

Lamezia Terme - L'hanno chiamata "Operazione Ammitt". Stiamo parlando del blitz scattato all'alba di oggi contro la 'ndrangheta coordinata dalle procure Antimafia di Firenze e Reggio Calabria. Le indagini, condotte per oltre due anni dai finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Pistoia e del Gico del Nucleo di Polizia tributaria di Firenze, si sono concluse con l'arresto di cinque persone ed il sequestro nelle due regioni di beni mobili ed immobili per un valore di 44 milioni di euro. In particolare, i sequestri sono stati effettuati a Montecatini Terme, Gioia Tauro e Lamezia Terme. L'operazione vede impegnati, nella sua fase esecutiva, anche reparti della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, Catanzaro e Lamezia Terme. I sequestri preventivi sono stati eseguiti sulla base di indagini effettuate congiuntamente dalla Dia di Reggio Calabria e dai finanzieri del Nucleo Polizia tributaria di Pistoia e del Gico di Firenze.

Conferenza stampa a Firenze

I dettagli dell'operazione che ha portato, in Calabria e Toscana, all'arresto di cinque persone, accusate di trasferimento fraudolento di valori, ed al sequestro di beni per un valore di 44 milioni di euro saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11:30 a Firenze nella sede del Comando Regionale Toscana della Guardia di Finanza. Saranno presenti i Procuratori della Repubblica di Firenze e Reggio Calabria, Giuseppe Quattrocchi e Federico Cafiero De Raho; il Comandante regionale della Toscana della Guardia di Finanza, Giuseppe Vicanolo, ed il Capo Centro della DIA di Reggio Calabria, col. Gianfranco Maria Ardizzone.

Sequestrata casa cura "Il Gabbiano" a Gizzeria e società a Lamezia

Tra le società legate alla 'ndrangheta anche un’azienda specializzata nel settore immobiliare in Toscana e una casa di cura per disabili in Calabria. Le attività sarebbero riconducibili a un 39enne, A.R., originario di Gioia Tauro, già condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso con l'accusa di essere un appartenente alla 'ndrina dei Molé. Secondo quanto emerso dalle indagini, i suoi interessi economici, inizialmente orientati verso l'acquisizione di una casa di cura per disabili a Gizzeria Lido denominata “Il Gabbiano” si sono poi spostati verso la Toscana, con la creazione di una holding di controllo di cinque società, tra cui due immobiliari con sede a Montecatini Terme (Pistoia), con cui sono state realizzate villette a schiera ed appartamenti a Buggiano (Pistoia) e Cerreto Guidi (Firenze). Ventinove gli immobili sequestrati, fra cui la casa di cura di Gizzeria Lido, una delle società di R. con sede a Lamezia e 12 fabbricati residenziali in Toscana.

Dettaglio beni sequestrati

L’intero patrimonio immobiliare sottoposto a sequestro è costituito da 29 immobili, tra cui spicca il vasto e moderno complesso immobiliare della casa di cura di Gizzeria Lido (CZ). Ben 12 i fabbricati residenziali con relative pertinenze sequestrati in Toscana; 17 i beni immobiliari sequestrati in Calabria, tra cui la sede di una società di R. a Lamezia. Sottoposti a sequestro anche n. 10 autoveicoli (di cui tre di grossa cilindrata). Sono stati oggetto del provvedimento di sequestro 7 società: la holding capogruppo con le sue 5 società controllate, oltre al 50% delle quote di una ulteriore società immobiliare di Montecatini Terme ed il 66% delle quote della di una cooperativa recentemente costituita – ed ancora inattiva – creata per gestire in Calabria una nuova struttura alberghiera destinata ad ospitare migranti. Il sequestro colpisce infine oltre 140 rapporti finanziari la cui complessiva consistenza è in corso di quantificazione.

 

REAZIONI

Pm Pristipino: "In Toscana stessi modelli sperimentati in Calabria"

"L'operazione conclusa insieme con la Procura distrettuale di Firenze ha messo insieme risorse investigative e intelligenze diverse e fa emergere ancora una volta il particolare pericolo legato all'espansione di interessi criminali della 'ndrangheta fuori dalla Calabria''. Lo ha detto il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Michele Pristipino, sull'operazione ''Ammitt'' condotta in Toscana in Calabria dalla Guardia di finanza e dalla Dia. ''Non c'è dubbio che la 'ndrangheta, per colonizzare nuovi territori, usi gli stessi modelli sperimentati in Calabria'', ha proseguito Prestipino, che ha indicato in A.R., di 39 anni, ''che in passato era stato giudicato perché ritenuto appartenente al gruppo mafioso dei Piromalli-Molé, il dominus delle attività economiche ed imprenditoriali sottoposte in Toscana a sequestro preventivo''. In Calabria, la Dia ha posto sotto sequestro due strutture socio-sanitarie, la ''Salus Mentis'' di Sellia Marina ed ''Il Gabbiano'' di Gizzeria. Quest'ultima è una struttura socio-sanitaria per disabili da tempo accreditata dal sistema sanitario pubblico. A. R., secondo quanto riferito dagli inquirenti, per occultare le proprie responsabilità, aveva strutturato il vasto patrimonio mobiliare e immobiliare sotto forma di holding, intestandolo al padre Francesco, al fratello Gioacchino, alla moglie, Tiziana Amante, ed alla cognata, Grazia Saverino.

Pm Quattrocchi: "'Ndrangheta no radicata Toscana, ma banche aiutato affari"

Quella che oggi ha portato all'arresto di cinque persone e al sequestro di beni non è la prima inchiesta che rivela l'esistenza in Toscana della 'Ndrangheta, ma in regione ''non e' radicata, nonostante ci siano delle infiltrazioni'', specie nel settore economico. Lo ha detto il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi illustrando i dettagli dell'indagine. Gli investigatori hanno individuato, in Toscana e Calabria, una serie di società di fatto riferibili ad A.R., già accusato di appartenere alla 'ndrina dei Mole. Secondo il procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, ''R. non avrebbe potuto operare se le banche non fossero state compiacenti'', visto che, ha aggiunto il capo centro della Dia di Reggio Calabria, Gianfranco Maria Ardizzone, sono stati scoperti ''conti correnti collegati a società che venivano movimentati da una persona, R., che ufficialmente con quelle società non aveva nulla a che fare''. ''Quello toscano - ha poi aggiunto De Raho - è un territorio di conquista per le mafie''. Per il comandante regionale della guardia di finanza toscana, Giuseppe Vicanolo, ''la crisi aiuta la criminalità organizzata, perché le esigenze di sopravvivenza spingono gli imprenditori a rivolgersi a chi ha disponibilità economica, finendo per cedere il controllo dell'attività''.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.