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Milano - Annullate dalla Corte di Cassazione 8 condanne all’ergastolo su 13. Altri, invece, sono stati confermati in Cassazione assieme ad altre condanne per pene comprese tra i 19 e i 30 anni di carcere. Si è concluso così davanti alla Suprema Corte il processo con al centro 3 omicidi avvenuti tra il 2008 e il 2009 per faide interne ai clan della 'ndrangheta radicati in Lombardia. La Suprema Corte, infatti, ha annullato con rinvio per un nuovo appello le condanne all'ergastolo per 7 imputati per l'omicidio di Rocco Stagno, il cui corpo non è mai stato trovato. Confermati, invece, 4 ergastoli (altri 2, invece, annullati con rinvio) inflitti, a vario titolo, per gli omicidi del boss Carmelo Novella, che nel luglio 2008 rimase vittima di un agguato in un bar a San Vittore Olona (Milano) perché voleva rendere autonoma la 'ndrangheta lombarda dalla 'casa madre' calabrese, e per l'omicidio di Antonio Tedesco. Tra i difensori nel processo i legali del Foro di Milano Maria Teresa Zampogna, Angelo Colucci e Luca Ricci. In primo grado erano stati inflitti, in totale, 15 ergastoli.

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