
Vicenza, 19 novembre - La notizia è apparsa su Il Mattino di Padova proprio ieri e vede il nome di Lamezia Terme associato ad un appalto "sospetto" su cui ha aperto una inchiesta la Dda di Venezia con l'ausilio dei Ros di Padova. Oggetto di attenzione di magistratura e forze dell'ordine è che a vincere l'appalto per la costruzione della nuova caserma dei carabinieri di Dueville in provincia di Vicenza, sia stata un’impresa edile legata ad una delle più potenti famiglie della ’ndrangheta calabrese, cioè quella degli Iannazzo di Lamezia Terme, tramite la Elle Due Costruzioni.
I Ros si sono presentati lo scorso 23 ottobre presso la sede vicentina della società lametina e avrebbero portato via sia i computer che tutta la documentazione inerente l'appalto della nuova Caserma di Dueville. Ai titolari, Domenico, Gennaro e Pasqualino Longo, è stato notificato un provvedimento per corruzione e turbativa d’asta ma, alla base di tale atto, ci sarebbe l’aggravante "di aver agito con metodi mafiosi". Per gli organi inquirenti tale rpovevdimento d'ndagine si è reso necesario in quanto gli stessi suppongo che la Elle Due Costruzioni potrebbe in realtà essere legata alla famiglia dell’organizzazione criminale calabrese che ha la sua sede a Lamezia Terme. Il capo indiscusso, come è noto agli organi della Dda, è Vincenzino Iannazzo, detto «Moretto», attualmente in carcere. I Longo, a quanto si apprende, seppur non ancora interrogati, avrebbero spiegato che l' impresa non avrebbe a che fare con la ’ndrangheta, pur avendo confermato di conoscere alcuni appartenenti alla famiglia Iannazzo e di aver partecipato a cerimonie con loro, ma che questo "a Lamezia sarebbe accaduto a centinaia di persone".
Il legale dei Longo, l’avvocato Filippo Tallia di Milano, ha presentato ricorso al Tribunale del riesame di Venezia, chiedendo la restituzione di documenti e computer, ma i giudici veneziani hanno respinto la richiesta confermando invece il sequestro. L’appalto della Caserma che ospiterà la tenenza dei carabinieri di Dueville è stato indetto dal comune alcuni mesi fa mentre i lavori sono già iniziati con una erogazione già avvenuta di 700 mila euro. Da parte sua il sindaco Giuseppe Bertinazzi vorrebbe revocare ora l'appalto e procedere a nuova gara scegliendo tra imprese locali. La ditta, nel frattempo, aveva già accumulato un ritardo di 100 giorni rispetto al limite fissato da bando.
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