
Reggio Calabria - I latitanti della 'ndrangheta Giuseppe Ferraro, ricercato dal '98 e Giuseppe Crea, latitante dal 2006 sono stati arrestati dalla polizia in provincia di Reggio Calabria. I due erano nascosti in un bunker e sono stati sorpresi nel sonno. Il bunker, secondo quanto si apprende, era nascosto dentro un costone in una località chiamata Agro di Maropati. Si tratta di una costruzione in metallo dotata all'interno di tutti i confort. Ferraro e Crea si trovano ancora all'interno del bunker dove i poliziotti stanno repertando tutto il materiale e le diverse armi trovate. C'era, infatti, anche un arsenale nascosto nel bunker insieme ai due capocosca. Il blitz, ancora in corso, è scattato in provincia di Reggio tra Melicucco e Rizziconi. Giuseppe Ferraro, 47 anni, deve scontare una condanna all'ergastolo per omicidio ed associazione mafiosa mentre Giuseppe Crea, 37 anni, é stato condannato per associazione mafiosa.
Procuratore de Raho: territorio liberato
"L'arresto dei due latitanti di 'ndrangheta rappresenta il risultato di una strettissima sinergia della Dda con la Squadra mobile di Reggio calabria". Lo ha detto all'ANSA il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho. "La liberazione del territorio dai due pericolosissimi latitanti - ha aggiunto de Raho - può rappresentare l'inizio di una maggiore vicinanza della gente verso la Procura di Reggio Calabria e la polizia di stato al fine di illuminare fatti gravissimi come l'omicidio di Francesco Maria Inzitari. É proprio in quel contesto di 'ndrangheta che maturò tale fatto e tanti altri gravissimi".
Alfano: altra bella giornata
"Oggi è un'altra bella giornata per tutti e per il Paese, perché oggi la giustizia ha vinto ancora una volta e ha vinto in modo eclatante con l'individuazione e l'arresto di due boss "capicosca" della 'ndrangheta, catturati in un bunker in provincia di Reggio Calabria". Lo sottolinea il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, commentando la cattura dei boss di 'ndrangheta Ferraro e Crea. "La Squadra Mobile e gli uomini dello Sco della Polizia di Stato, con il coordinamento - ricorda il ministro - della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, hanno arrestato così, in una operazione di altissimo livello, Giuseppe Ferraro, latitante da quasi vent'anni e condannato per associazione mafiosa e omicidio, e Giuseppe Crea, il maggiore esponente della 'ndrangheta tirannica, ricercato da dieci per associazione mafiosa, entrambi esponenti dei clan della Piana di Gioia Tauro e inseriti nell'elenco dei latitanti più pericolosi d'Italia. Questo a dimostrazione del fatto che non si può sfuggire per sempre alla giustizia perché la squadra-Stato lavora ogni giorno per ripulire il territorio dalla mala pianta della crimine organizzato, perché i cittadini, che della squadra-Stato fanno parte, possano credere sempre di più nella forza delle istituzioni".
Pansa: straordinario impegno Ps
"In pochi giorni la polizia di Stato ha ottenuto un altro successo investigativo a Reggio Calabria". Lo dichiara il capo della polizia Alessandro Pansa in relazione alla cattura dei due superlatitanti trovati in un bunker a Palmi. "L'operazione conclusa oggi - aggiunge Pansa - testimonia lo straordinario impegno della polizia di Stato nella lotta alla criminalità organizzata". "Un ringraziamento - conclude Pansa - va a tutti i poliziotti che con grande senso del dovere e spirito di sacrificio lavorano quotidianamente per garantire la legalità e il vivere civile".
Bindi: duro colpo a clan
"La cattura di Giuseppe Crea e Giuseppe Ferraro, pericolosi latitanti e capicosca della 'ndrangheta è uno straordinario risultato che premia il duro lavoro investigativo della Dda e della squadra mobile di Reggio Calabria". Lo dichiara il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi. "L'operazione di questa mattina assesta un colpo durissimo alla 'ndrangheta della provincia reggina per lo spessore criminale dei due latitanti, entrambi ricercati per gravissimi delitti - dice ancora - ma ancora attivi nella gestione degli affari dei clan e nelle capacità di controllo militare del territorio, come dimostra anche l'arsenale ritrovato nel bunker". "Ringrazio gli uomini della polizia di Reggio Calabria e dello Sco, i magistrati della Dda e il Procuratore Cafiero de Rhao - conclude - per la determinazione con cui hanno lavorato, dimostrando ancora una volta l'impegno delle Istituzioni a contrastare i poteri mafiosi".
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