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Casali del Manco - E' stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria il latitante Fernando Spagnolo, di 67 anni, ritenuto il boss di Stilo. Spagnolo, irreperibile dal 2019, è stato catturato nel corso di un blitz a Casali del Manco, in provincia di Cosenza. Il presunto boss era latitante dal maggio 2019 quando aveva fatto perdere le proprie tracce poche settimane prima della sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Reggio Calabria che lo ha condannato all'ergastolo per l'omicidio di Marcello Geracitano. Spagnolo era anche destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata lo scorso 8 marzo dal gip di Reggio Calabria Giovanna Sergi su richiesta del procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri e dell'aggiunto Giuseppe Lombardo nell'ambito dell'inchiesta "Doppio Sgarro" che ha portato la Dda reggina e i carabinieri a scoprire un nuovo "locale" di 'ndrangheta a Stilo, nella Locride, confederato con la famiglia mafiosa dei Taverniti di Gerocarne, del Vibonese. 

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Alla cattura del presunto boss in località Spezzano Piccolo, si è arrivati grazie a un'approfondita attività tecnica coordinata dai pm Nicola De Caria e Domenico Cappelleri che hanno agito in collaborazione con i colleghi della Dda di Catanzaro. Intercettazioni ma anche conoscenza del territorio si sono rivelati fondamentali per i carabinieri che già da tempo avevano individuato la zona dove si nascondeva Spagnolo che, appena pochi giorni fa, era sfuggito alla cattura. Era solo questione di ore e così è stato. Il presunto boss latitante e i suoi rapporti con gli amministratori del centro della Locride sono stati anche la causa dello scioglimento per mafia del comune di Stilo. L'intervento dei carabinieri è stato supportato dai militari del Comando provinciale di Cosenza, dall'Aliquota Primo intervento di Reggio Calabria e da personale dello Squadrone eliportato "Cacciatori di Calabria". Investigazioni che hanno condotto a rintracciare il latitante alle 14.00 di sabato scorso, all’interno di un casolare di campagna, intento a preparare il pranzo. All’arrivo dei militari, il ricercato – protetto anche da sistemi di videosorveglianza e allarme - ha cercato rifugio sul tetto dell’abitazione, riconducibile a una donna cosentina 46 enne, sorpresa in sua compagnia e perciò denunciata in stato di libertà per procurata inosservanza di pena. Ma il nascondiglio non è sfuggito agli investigatori dell’Arma, che lo hanno arrestato in un intervento perfettamente riuscito, grazie anche alla professionalità dei Reparti impiegati, tra cui spiccano l’Aliquota di Primo Intervento di Reggio Calabria, specializzata in interventi risolutivi e lo Squadrone Cacciatori di Vibo Valentia, da sempre in prima linea nella cattura dei ricercati. Nel casolare sono state altresì sequestrate diverse armi da fuoco. 

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