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Locri (Reggio Calabria) - I Carabinieri di Locri hanno arrestato Antonio Callipari, il 25enne legato per vincoli di parentela alla cosca dei Nirta "Versu" di San Luca e latitante da oltre un anno per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti in Lombardia. Nel maggio del 2017 aveva minacciato una troupe di Rai Tre nel corso di alcune riprese andate poi in onda durante la trasmissione televisiva "Presadiretta". “Non tornate più a San Luca se no siete morti”, avrebbe intimato Callipari ai tre reporter dopo aver tentato di rapinare loro un cellulare per impedire un’eventuale chiamata di soccorso e dopo numerose altre minacce per indurli a spegnere le telecamere e cancellare i filmati. La troupe, tuttavia, quel giorno riuscì a fuggire indenne dal paese e a mandare in onda tutti i filmati nella puntata di Presadiretta del 25 settembre 2017, consentendo così l’avvio delle indagini da parte della Stazione Carabinieri di San Luca.

L'arresto è stato eseguito nel primo pomeriggio di venerdi' a San Luca, con l'ausilio dei militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di "Calabria" e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Il 25enne ha tentato la fuga dal retro dell'abitazione in cui si nascondeva, ma è stato catturato.

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Callipari era ricercato dal settembre del 2017 ed era sfuggito all'esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Milano all'esito dell'indagine denominata 'Ignoto 23' condotta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Milano finalizzata alla disarticolazione di una vasta organizzazione dedita al traffico di stupefacenti ed altri reati. Il latitante, considerato a seguito delle risultanze investigative quale promotore delle attività illecite dell'organizzazione, che peraltro ha commesso i traffici nella costante disponibilità di armi, coordinava gli approvvigionamenti di cocaina ed altre sostanze stupefacenti dalla Calabria alla Lombardia, mediante l'utilizzo di apposite auto con doppio fondo in grado di movimentare fino a 50 kg di cocaina alla settimana.

Un disperato tentativo di fuga, quindi, dal retro dell’abitazione in cui si nascondeva, è stato l’ultimo atto di una latitanza durata oltre un anno, durante la quale per i suoi spostamenti il giovane latitante utilizzava documenti contraffatti, rinvenuti dai Carabinieri tra i suoi effetti personali.  All’esito delle operazioni, Antonio Callipari è stato condotto presso il carcere di Reggio Calabria a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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