
Platì (Reggio Calabria) - I carabinieri del Gruppo di Locri hanno arrestato a Platì il latitante Rocco Barbaro, 52 anni, considerato elemento di vertice dell'omonima cosca della 'ndrangheta e già proposto per l'inserimento nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi. Barbaro é stato bloccato nell'abitazione di una delle figlie. Era latitante dal 2015, anno in era sfuggito all'arresto in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare per associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni emessa dal Gip del Tribunale di Milano su richiesta della Dda. In passato Rocco Barbaro si era reso irreperibile altre due volte. La sua cosca è considerata egemone nel traffico di cocaina in Calabria ed in Lombardia.
Secondo quanto riferito dai carabinieri, Barbaro aveva interessi commerciali a Milano. Avrebbe infatti fatto da intermediario nella cessione della proprietà di un bar per l'intestazione "fittizia" ad una terza persona, in quanto la precedente gestione aveva contratto numerosi debiti in particolare con i Monopoli dello Stato. I particolari sull'arresto di Rocco Barbaro sono stati forniti nel corso di un incontro con i giornalisti cui ha partecipato il comandante del Gruppo dei carabinieri di Locri, tenente colonnello Pasqualino Toscani. Oltre alla compravendita del bar, a cui avrebbe partecipato attivamente, Barbaro avrebbe anche gestito il locale in modo occulto, controllando l'operato del nuovo titolare, anch'egli originario di Platì. Rocco Barbaro, tra l'altro, è figlio di Francesco Barbaro, di 90 anni, capo dell'omonima cosca e che sta scontando in carcere, dove é tuttora detenuto malgrado l'età avanzata, una condanna all'ergastolo per l'omicidio del brigadiere Antonino Marino, avvenuto a Bovalino nel 1990.
VIDEO
© RIPRODUZIONE RISERVATA