
Reggio Calabria - Tra le persone arrestate dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, nell'ambito dell'operazione antimafia “Ecosistema” coordinata dalla Dda, insieme ad altre 14 persone, c’é anche il sindaco di Bova Marina, Vincenzo Crupi. Crupi, che é stato posto ai domiciliari, é accusato di corruzione. Nell'ambito della stessa operazione sono finiti ai domiciliari, sempre con l'accusa di corruzione, il vicesindaco e l'assessore al Turismo di Brancaleone, Giuseppe Benavoli ed Alfredo Zappia, e l'ex sindaco di Melito Porto Salvo, Giuseppe Iaria, già coinvolto in una precedente operazione. Obbligo di dimora anche per l'assessore allo sport e turismo del Comune di Condofuri, Salvatore Trapani, con l'accusa di corruzione per un atto d'ufficio. Ai domiciliari anche l'ex dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Melito Porto Salvo, ing. Maisano, per turbativa d'asta. Ai domiciliari anche un dirigente della Provincia di Reggio Calabria, Carmelo Barbaro, per turbativa d'asta. Figura centrale dell'indagine è l'imprenditore Rosario Azzarà, amministratore della società "Ased", che si occupa della raccolta rifiuti, raggiunto dalla misura cautelare della custodia in carcere con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
Inoltre, oltre che per il consigliere regionale Francesco Cannizzaro, la Dda di Reggio Calabria ha emesso altri tre avvisi di garanzia. Gli avvisi sono stati notificati ai sindaci di Motta San Giovanni, Paolo Laganà, di 61 anni, e di Palizzi, Arturo Walter Scerbo, di 54, e all'ex consigliere regionale della Calabria Pasquale Maria Tripodi, di 59 anni. L'ipotesi di reato contenuta negli avvisi di garanzia per i due sindaci é corruzione, mentre per Tripodi viene ipotizzata la corruzione elettorale aggravata dalle modalità mafiose.
L'operazione ha anche portato all'esecuzione di quattro obblighi di dimora nei confronti di altrettante persone coinvolte e vario titolo nei reati contestati. Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda. Le persone destinatarie del provvedimento cautelare sono ritenute responsabili, a vario titolo, di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, turbata libertà degli incanti, violenza privata, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, tutte ipotesi aggravate dall'aver agito con modalità mafiose e per agevolare la cosca di riferimento; falsa testimonianza, corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, detenzione e porto illegale in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi comuni da sparo.
Le indagini, condotte dal Nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri, si sono sviluppate, secondo quanto riferito dagli investigatori, quale approfondimento delle risultanze assunte nell'ambito delle operazioni "Ada" e "Ultima spiaggia" nei confronti delle articolazioni territoriali della 'ndrangheta facenti capo alle famiglie "Iamonte" e "Paviglianiti". "L'impegno investigativo - riferiscono i carabinieri in una nota stampa - ha consentito di acquisire elementi probatori sul conto di imprenditori attivi nel settore della raccolta rifiuti, i quali, forti del sostegno derivante dalla criminalità organizzata locale e avvalendosi della collaborazione di liberi professionisti e della compiacenza di funzionari e amministratori pubblici, hanno condizionato il regolare svolgimento di gare d'appalto in alcuni comuni del basso jonio reggino".
Sospesi amministratori coinvolti
La Prefettura di Reggio Calabria ha diffuso un comunicato con cui rende noto che "con provvedimento in data odierna, il Prefetto Michele di Bari ha dichiarato la sussistenza della causa di sospensione dalla carica, prevista dall'art. 11, comma 2, del D. Lgs. 31 dicembre 2012 n. 235, nei confronti di Vincenzo Rosario Crupi, sindaco di Bova Marina, eletto a seguito delle consultazioni elettorali del 25 maggio 2014". "Analogo provvedimento - riferisce ancora la Prefettura - è stato adottato nei confronti di Giuseppe Benavoli, consigliere comunale, assessore e vicesindaco di Brancaleone, e Alfredo Zappia, consigliere comunale e assessore dello stesso Comune di Brancaleone, eletti nel turno elettorale ordinario del 25 maggio 2014. Tali atti sono stati disposti in esito alla comunicazione, da parte dell'Autorità giudiziaria competente, di applicazione della custodia cautelare degli arresti domiciliari e, pertanto, la sospensione dalle cariche suindicate opera di diritto, essendosi verificata una delle ipotesi previste dal citato articolo 11 del Decreto legislativo n. 235/2012". "I decreti sono stati inviati, secondo la normativa vigente - conclude il comunicato della Prefettura - ai Comuni di Bova Marina e di Brancaleone per la notifica ai componenti dei rispettivi organi consiliari che hanno convalidato l'elezione".
© RIPRODUZIONE RISERVATA