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Genova - Nell'abitazione dove abitava Pasquale Bonavota i carabinieri hanno trovato una decina di telefoni cellulari con schede sim intestate a stranieri. Su questi dispositivi gli investigatori faranno ora una serie di analisi per ricostruire la rete che ha aiutato il super latitante a nascondersi. Dalle indagini è emerso che il boss aveva affittato la casa dove viveva tramite agenzia. La moglie abita invece a Sampierdarena. Da quanto emerso Bonavota si muoveva con i mezzi pubblici: in casa gli hanno trovato diversi abbonamenti. I contatti con il territorio li aveva e forse per questo aveva deciso di trasferirsi a Genova. I carabinieri hanno pedinato soggetti a lui vicino che però non avrebbe incontrato in questi mesi.

L'arresto è avvenuto al culmine di una lunga indagine "in sinergia - spiega il colonnello del Reparto operativo dei carabinieri di Genova Michele Lastella - con il Ros di Roma e i comandi provinciali di Genova e Vibo Valentia. A seguito di questa collaborazione prolungata - sottolinea - lo abbiamo individuato questa mattina mentre stava camminando per le strade del centro, lo abbiamo seguito e bloccato all'interno della cattedrale di San Lorenzo. Si è dichiarato estraneo a tutto quello che gli viene addebitato". Bonavota, che era in possesso di un documento falso, era ricercato dal 2018.

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