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Reggio Calabria - C'è un nuovo pentito nella cosca De Stefano. Si tratta di Maurizio Pasquale De Carlo arrestato nell'ambito dell'inchiesta "Malefix". I primi verbali riassuntivi con le sue dichiarazioni saranno depositate dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria domani mattina nel fascicolo del processo "Gotha" che si sta celebrando con il rito abbreviato davanti alla Corte d'Appello. De Carlo è stato già interrogato due volte dal sostituto procuratore della Dda Walter Ignazitto. il nuovo pentito era un imprenditore che, secondo i pm, curava gli interessi della cosca De Stefano nel settore dell'edilizia ed erogava somme di denaro per il mantenimento in carcere degli affiliati detenuti. Stando all'impianto accusatorio dell'inchiesta "Malefix", inoltre, il pentito concorreva nella gestione di ditte di fatto riconducibili alla famiglia mafiosa e in particolare al boss Giovanni De Stefano. Nei primi interrogatori, Maurizio Pasquale De Carlo ha parlato di Dimitri De Stefano, fratello del boss Giuseppe, e ha affermato che l'avvocato Giorgio De Stefano e Franco Chirico "tenevano i rapporti con la politica".

familiari nuovo pentito: "ci dissociamo"

I familiari del nuovo pentito di 'ndrangheta Maurizio De Carlo prendono le distanze dalla sua scelta di collaborare con la giustizia. I genitori Saverio De Carlo e Angela Rodà e la sorella Antonella De Carlo lo fanno attraverso una lettera aperta in cui comunicano di aver "appreso solo oggi della scelta di collaborare con la giustizia fatta dal nostro congiunto dalla quale ci dissociamo fermamente". "L'arresto di Maurizio - scrivono i familiari del pentito - era stato, per noi in famiglia, come un fulmine a ciel sereno. Nessuno di noi infatti ha mai sospettato che lo stesso si fosse mai macchiato di condotte illecite, per cui apprendere che ha commesso dei reati e che ha scelto di confessarli e collaborare con la giustizia ci ha lasciati letteralmente basiti. Così come ci ha sempre tenuti all'oscuro delle sue scelte di vita, alla stessa maniera vogliamo, quindi, rimanere estranei al nuovo percorso intrapreso e per tale motivo abbiamo deciso di rifiutare il programma di protezione non avendo noi familiari nulla da temere né nulla da cui essere protetti". "Rimaniamo dell'avviso - concludono i parenti De Carlo - che se il nostro congiunto ha sbagliato, è giusto che paghi. Rispettiamo le sue scelte, ma vogliamo rimanere distanti dalle sue determinazioni".

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