
Vibo Valentia – Due sentenze da parte della Corte d’Appello di Catanzaro per i due tronconi (tra rito ordinario e rito abbreviato) in cui si era divisa l’operazione antimafia denominata “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani, dal nome della frazione Piscopio di Vibo Valentia.
La pena più alta - 18 anni e 8 mesi - è stata inflitta a Sasha Fortuna, 46 anni, di Vibo Valentia, residente nel Bolognese. Queste le altre condanne: 18 anni e 6 mesi per Raffaele Moscato, 40 anni, di Vibo Marina, collaboratore di giustizia; 4 anni e 6 mesi per Gaetano Rubino, 45 anni, di Ficarazzi, provincia di Palermo; 4 anni e 6 mesi Giovanni Giardina, 48 anni, di Palermo. Nel processo d’appello per il troncone con rito ordinario la Corte ha invece condannato a: 13 anni e 4 mesi Benito La Bella, di 37 anni, di Piscopio; 10 anni Giuseppe Salvatore Galati, di 61 anni, detto “Pino il ragioniere”, indicato quale “capo società” del clan dei Piscopisani; 6 anni e 10 mesi per Michele Staropoli, di 58 anni, di Piscopio. Assoluzioni per Stefano Farfaglia, di 41 anni, residente a San Gregorio d’Ippona e per Angelo David, di 41 anni, di Piscopio. Associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi, traffico di stupefacenti, intestazione fittizia di beni, rapina e danneggiamento i reati, a vario titolo, contestati. L’operazione Rimpiazzo era scattata nell’aprile 2019 con il coordinamento della Dda di Catanzaro.
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