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Catanzaro, 8 marzo - ''E' grave la preoccupazione per il fatto che il valoroso collega Rodolfo Ruperti, proprio per la sua capacità e le sua caparbietà nel difendere legalità e sicurezza, sia bersaglio dichiarato della più pericolosa criminalità organizzata". Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, circa le notizie sull'operazione contro la cosca della 'ndrangheta dei Mancuso di Limbadi. ''A lui, come a tutta la Polizia, ed all'altrettanto valoroso magistrato - aggiunge - il sostegno e la tutela necessari a proseguire una tale opera di 'bonifica' di zone di frontiera, come certamente la Calabria è, di cui lo stesso Stato si deve riappropriare, non potendo lasciare quei territori ed i loro cittadini ostaggio della prepotenza e dell'arroganza della malavita. Dalle intercettazioni effettuate in fase di indagini sono emerse minacce e pesanti commenti rivolti da quelli che sono ritenuti i vertici del clan nei confronti dei simboli della lotta alla 'ndrangheta nel territorio vibonese, ed in particolare contro l'ex Sostituto Procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Marisa Manzini, ed il Capo della Squadra mobile di Catanzaro, Rodolfo Ruperti. Il collega, che rappresenta un vanto per la Polizia di Stato al punto da essere indiscutibilmente identificato dalla criminalità come il 'nemico' da togliere di mezzo, testimonia oggi più che mai quanto i rappresentanti delle Forze di Polizia debbano sacrificarsi mettendo in gioco tutto, vita compresa, senza potersi risparmiare ed anzi sapendo bene che ciò può significare mettersi un bersaglio sul petto".

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