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Reggio Calabria - La Guardia di finanza, su disposizione della Dda di Reggio Calabria, guidata dal Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, ha confiscato beni per un valore di 124 milioni di euro alla cosca Piromalli della 'ndrangheta. Il provvedimento è stato eseguito dal Comando provinciale di Reggio Calabria delle fiamme gialle e dallo Scico.

I beni confiscati consistono in 4 società di capitali, un'impresa individuale, quote di 6 società di capitali, 67 fabbricati, 91 terreni, 7 veicoli e 20 rapporti bancari e assicurativi. Tutto, secondo quanto é emerso dagli accertamenti della Dda e della Guardia di finanza, era nella disponibilità di quattro imprenditori accusati di appartenere alla cosca Piromalli.

Gli imprenditori Bagalà i destinatari del provvedimento 

Sono gli imprenditori Bagalà i destinatari del provvedimento di confisca dei beni emesso dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, presieduta dal giudice Ornella Pastore, su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri, dell'aggiunto Gaetano Paci e del pm Gianluca Gelso. Si tratta di Luigi, Francesco 44 anni, Giuseppe e Francesco Bagalà 31 anni. Tutti e quattro, secondo quanto riferisce la Guardia di finanza del comando provinciale di Reggio Calabria e dello Scico, sono "indiziati di intraneità alla cosca Piromalli di Gioia Tauro".

Il nome dei Bagalà emerge dalle indagini svolte nell'ambito delle operazioni "Ceralacca", "Cumbertazione", "Martingala" e "Waterfront". Secondo gli investigatori, nei loro confronti è stata accertata la sussistenza di una significativa sproporzione tra il profilo reddituale e quello patrimoniale del nucleo familiare. I beni confiscati sono: 4 società di capitali e relativo patrimonio aziendale, un'impresa individuale con patrimonio aziendale, quote societarie relative a 6 società di capitali, 67 fabbricati, 91 terreni, 7 autoveicoli, 20 rapporti bancari/assicurativi, 4 orologi di pregio e denaro contante. Nel 2018 su proposta della Direzione distrettuale antimafia, il Tribunale aveva disposto il sequestro oggi confermato con la confisca del patrimonio dei Bagalà per i quali è stata applicata anche la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per 3 anni.

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