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Reggio Calabria - La Dia di Reggio Calabria insieme alla sezione operativa di Catanzaro, nel 2013 ha sequestrato alla 'ndrangheta beni per 630 milioni e confiscato beni per 159 milioni. Sei persone sono state arrestate perché accusate, a vario titolo, di appartenenza alle cosche. La Dia, per prevenire e reprimere le infiltrazioni nel settore degli appalti pubblici, di concerto con le Prefetture ha effettuato 21 accessi in cantieri e monitorato oltre 150 imprese.

REAZIONI

Bianchi (Ncd): "Bene Dia, rafforzare sostegno a confisca"

"Un plauso all'intensa attività della Dia di Reggio Calabria per i significativi risultati raggiunti nel 2013 nel contrasto dei patrimoni illeciti e la confisca dei beni della 'ndrangheta". E' quanto dichiara il vicecapogruppo del Ncd alla Camera, Dorina Bianchi. "L'aggressione alle disponibilita' economiche delle mafie - sottolinea - rappresenta uno dei pilastri su cui si fonda la lotta alla criminalità organizzata. Un contrasto che, in sinergia con le forze dell'ordine e la autorità competenti, sta dando importanti risultati in Calabria, anche nella cattura di latitanti e nella prevenzione e controllo delle infiltrazioni mafiose nelle pubbliche amministrazioni e negli appalti. Per questo l'azione delle Dia sul territorio va sostenuta a rafforzata. In merito, e' da cogliere positivamente l'intenzione del governo Letta-Alfano di includere la lotta senza quartiere alla mafia tra le priorità del programma di governo 2014. In particolare la revisione dello strumento della confisca, il cui iter e' troppo lungo, e della gestione dei beni, funzionale al loro pieno utilizzo anche da parte delle associazioni che lottano contro la criminalità".

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