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Genova - La DIA di Genova, in collaborazione con personale della Polizia di Stato di Savona, sta eseguendo un sequestro preventivo di beni aziendali del valore di circa 10 milioni di euro, riconducibili ai fratelli Fotia, Pietro, Francesco e Donato e nei confronti di Giuseppe Criaco e Remo Casanova. Il provvedimento riguarda 3 imprese, “Scavo-Ter s.r.l.”, “P.D.F. s.r.l.” e “Se.Le.Ni. s.r.l.”, impegnate nella realizzazione di appalti pubblici, opere edili e movimento terra. Gli indagati sono accusati del delitto di intestazione fittizia di beni.

L’indagine ha preso spunto dai numerosi monitoraggi agli appalti condotti dalla DIA di Genova, svolti per verificare se, nella realizzazione di opere pubbliche, ricorrono tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso. Le investigazioni hanno accertato rilevanti condotte illecite nelle aggiudicazioni di alcuni appalti da parte del gruppo malavitoso, capeggiato da Pietro Fotia, amministratore occulto delle società sequestrate, legato da rapporti di parentela con appartenenti alla cosca ‘ndranghetista dei “Bruzzaniti-Morabito-Palamara” di Africo in provincia di Reggio Calabria, egemone nell’area del mandamento jonico e con importanti propaggini nel nord Italia. Gli indagati, accusati di intestazione fittizia di beni, avrebbero costituito nel corso di pochi anni le società “P.D.F. s.r.l.” e “SE.LE.NI. s.r.l.” al solo scopo di sviare la Prefettura di Savona che aveva interdetto l’aggiudicazione di nuovi appalti pubblici alla “Scavo Ter s.r.l.”, ritenuta soggetta a infiltrazioni mafiose. Le indagini della DIA hanno permesso di ricostruire tutti i passaggi delle fraudolente modifiche e provare il ruolo di prestanomi di Giuseppe Criaco, nipote incensurato di Fotia e Remo Casanova, uomo fidato del sodalizio a cui è stata intestata dai Fotia la predetta “SE.LE.NI. s.r.l.”.

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