
Catanzaro - La Dia, nell’ambito di un’attività di monitoraggio degli assetti criminali calabresi, ha eseguito il decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Vibo contro il patrimonio di Domenico Cupitò, 54 anni, residente a Nicotera, per un totale di circa un milione di euro. L’uomo è stato condannato a cinque anni e mezzo di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso (art. 416 bis c.p.).
Sulla base delle disposizioni delle leggi antimafia, dei precedenti penali e di polizia, nonché dalle frequentazioni di Cupitò, si è così consentito al Tribunale “ … di formulare l’incidentale giudizio di pericolosità sociale del proposto necessario per procedere con l’esame del profilo patrimoniale della misura. …”. Dopo le investigazioni patrimoniali a carico di Cupitò che hanno considerato un arco temporale compreso tra il 1996 ed il 2012, si è evidenziato che “… il proposto dal 1996 al 2013 non ha dichiarato alcun reddito. A fronte di questa situazione patrimoniale risulta avere ingenti possedimenti immobiliari e mobiliari … . Il Collegio ritiene che tutti i beni oggetto della proposta direttamente o indirettamente nella disponibilità di Cupitò Domenico avuto riguardo alla sproporzione tra il patrimonio reale e quello dichiarato – devono ritenersi il frutto o comunque il reimpiego dei proventi derivanti dalle attività illecite. Alla luce dei dati reddituali, è dunque emerso che il proposto nel periodo in esame, aveva disposto di una ridotta capacità reddituale che gli poteva consentire solo di provvedere al normale sostentamento quotidiano. …”.
I beni sequestrati
Il Collegio di Giudici ha così ritenuto di disporre, con provvedimento del 10 ottobre scorso, il sequestro finalizzato alla confisca di quattro terreni agricoli situati nei comuni di Joppolo e di Vibo Valentia, un’attività commerciale di panificazione e di vendita al dettaglio di prodotti alimentari, intestata alla moglie di Domenico Cupitò, con sede d’esercizio a Nicotera, un immobile ed un fabbricato comprendente locali per attività commerciali e tre unità abitative sempre a Nicotera, ed ancora cinque autocarri, due autovetture, una moto d’acqua, quattro rapporti di conto corrente, una polizza assicurativa, una carta di credito, un libretto nominativo ed un buono postale. I beni sequestrati, il cui valore è stimato in circa un milione di euro, sono stati affidati ad amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Vibo Valentia.

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