
Reggio Calabria, 23 luglio - Estorsioni per appalti lungo la statale 106. Questa l'accusa che ha portato la squadra mobile di Reggio Calabria e personale del commissariato Siderno ad arrestare presunti affiliati alle cosche Cataldo di Locri, Bruzzese-Fuda-Andrianò di Grotteria e Alvaro di San Procopio. Nell'inchiesta, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni ed illecita concorrenza con violenza e minaccia. La stipula di un contratto di noleggio di un escavatore con la ditta "gradita" alla 'ndrangheta e l'assunzione di esponenti della cosca o di altri soggetti ad essa vicina. Anche questo era un modo per le cosche per mettere le mani sui lavori di ammodernamento di alcuni tratti della strada statale 106 e, più precisamente, nell'ambito dei lavori in corso sul tratto a Grotteria, in contrada Marcinà.
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