
Vibo Valentia - Oltre tre ore di deposizione dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia per Ewelina Pytlrz, la donna polacca che dal gennaio 2014 sta collaborando con la giustizia. Si tratta della prima testimone di giustizia interna alla "famiglia" Mancuso di Limbadi. La deposizione di Ewelina Pytlrz, ex moglie di Domenico Mancuso, e' avvenuta nel processo "Black money" contro presunti capi e gregari del clan Mancuso. La donna, dopo aver ripercorso anni di soprusi, segregazioni in casa e maltrattamenti che avrebbe subito dall'ex marito, ha spiegato che una volta allontanatasi da casa portando con se' la figlia di sette anni, il cognato Pantaleone Mancuso, alias "Scarpuni", a capo dell'omonimo clan, le offri' duemila euro al mese purche' facesse ritornare a casa la bambina in quanto, pur essendo figlia di una "pentita", per il boss era pur sempre "una bimba che portava il cognome Mancuso e per questo non poteva vivere con una madre pentita".
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