
Catanzaro, 19 luglio - Salvatore Pannia, 46 anni, imprenditore, è stato arrestato dai Carabinieri e dai militari della Guardia di Finanza a Montepaone per tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Pannia avrebbe tentato di estorcere denaro ad altri imprenditori della zona per garantire il sostegno degli esponenti della cosca della 'ndrangheta Sia-Procopio-Tripodi. Nel corso dell'operazione sono stati anche sequestrati beni per oltre 3 milioni di euro a esponenti della cosca. In particolare, l'indagine è partita a seguito di una denuncia di un titolare di un esercizio commerciale di Soverato in merito alla richiesta storsiva fattagli da Pannia. Quest'ultimo avrebbe avvicnato il commerciante chiedendo del denaro come contributo per il sostentamento degli "amici", reggenti ed associati del "locale di 'ndrangheta di Soverato" che opera tra Soverato, Montepaone, Davoli e San Sostene e che si trovano attualmente in carcere. Pannia è indagato anche per associazione a delinquere di tipo mafioso per essersi prodigato " al fine di garantire, attraverso i proventi delle ripetute attività estorsive il sostentamento dei maggiori esponenti del locale di 'ndrangheta di Soverato, già ristretti in regime carcerario a seguito delle operazione Showdown 1 e 2 eseguite a dicembre 2011 e nel maggio 2012". Nel corso della stessa operazione il Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro ha sottoposto a sequestro preventivo beni mobili ed immobili, attività economiche. rapporti bancari e quote societarie per un valore complessivo di 3 milioni di euro riconducibili direttamente o indirettamente all'arrestato. Queste indagini, condotte assieme allo Scico di Roma e su delega della Dda di Catanzaro, avrebbero consentito di ricostruire "gli interessi economici del Pannia, il quale ricorrendo anche a fittizie intstazioni, gestiva diverse attività commerciali e imprenditoriali, fra cui un esclusivo night club di Montepaone".A seguito di tali indagini il Gico di Catanzaro ha denunciato alla Dda 8 persone ritenute responsabili, a vario titolo, del reato di intestazione fittizia dei beni, aggravato dalla "modalità mafiose", proponendo anche il sequestro preventivo di beni mobili ed immobili riconducibili alle attività economiche, tra cui svariate quote societarie e rapporti bancari, per un valore complessivo stimato di 3 milioni di euro.
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