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Torino -  I carabinieri del Ros stanno eseguendo una ventina di ordinanze di custodia cautelare in carcere, su disposizione della Procura Distrettuale Antimafia di Torino, nei confronti di altrettante persone accusate di far parte di un sodalizio di matrice 'ndranghetista infiltrato nel tessuto economico della provincia di Torino, in particolare negli appalti pubblici. I militari dell'arma stanno eseguendo le ordinanze di custodia cautelare in carcere, oltre che a Torino, a Milano, Genova e Catanzaro. Le accuse contestate sono di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura e traffico illecito di rifiuti. Eseguito anche un sequestro preventivo di società e beni per un valore di 15 milioni di euro. Al centro dell'operazione 'San Michele', come è stata battezzata dai carabinieri, un sodalizio di matrice 'ndranghetista, proiezione in Piemonte della cosca 'Greco' di San Mauro Marchesato. L'attività investigativa ha documentato la diffusa infiltrazione della cosca nel tessuto economico e imprenditoriale della provincia di Torino e, appunto, in particolare nel settore degli appalti pubblici compresi quelli per la Tav Torino-Lione.

Tra indagati anche imprenditore

Anche un noto imprenditore tra le persone indagate a piede libero nell'ambito dell'operazione dei carabinieri del Ros che hanno smantellato un sodalizio di matrice 'ndranghetista infiltrato nel tessuto economico della provincia di Torino. Si tratta del titolare di una azienda che ha lavorato nel cantiere della Torino-Lione ed è accusato dello smaltimento illecito di rifiuti provenienti dalla cava di Giovanni Toro, che invece è stato arrestato. "L'imprenditore indagato - precisa il procuratore Ausiello - non c'entra nulla con l'organizzazione mafiosa smantellata e i rifiuti non provenivano dal cantiere della Torino-Lione".

Arrestato investigatore, cosca lo aveva assoldato

Aveva assoldato un investigatore privato, per cercare controllare le attività delle forze dell'ordine nei loro confronti, la cosca della 'ndrangheta smantellata dai carabinieri del Ros. L'uomo, Giovanni Ardis di Beinasco, comune alle porte di Torino, è stato arrestato. Indagati a piede libero un vigile urbano in servizio presso la Procura di Torino e un carabiniere in servizio a Beinasco. I due indagati erano in contatto con l'investigatore privato e sono indagati per rivelazione di segreti d'ufficio, con l'aggravante per il solo vigile urbano della finalità mafiosa. Il carabiniere non era infatti al corrente dei contatti tra l'investigatore privato e i malavitosi e gli forniva informazioni a titolo di amicizia.

REAZIONI

Alfano: "Grandi risultati grazie a pressione Stato"
"La pressione delle Forze dell'ordine contro la 'Ndrangheta continua senza sosta ottenendo grandi risultati, come testimoniano gli arresti dell'operazione San Michele che ha consentito di smantellare un sodalizio di matrice ndranghetista infiltrato nel tessuto economico della provincia di Torino, in particolare nel settore degli appalti pubblici". Così il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, si è complimentato con il Comandante generale dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, per l'operazione eseguita oggi.

 

 

 

 

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