
Lamezia Terme, 14 novembre – Sono diverse le indiscrezioni riportate in questi giorni sulla stampa circa le confessioni dei collaboratori di giustizia lametini. Tra le tante dichiarazioni rese a magistratura e forze dell’ordine riportiamo quelle che hanno il carattere dell’ufficialità, in quanto a corredo dell’ultima ordinanza di custodia cautelare nell’operazione Pegaso 2 sugli omicidi dei due Torcasio del 2011. Tra le tante pagine di interrogatori e intercettazioni ambientali, risaltano le confessioni rese dal padrino Giuseppe Giampà, ormai collaboratore di giustizia. Il boss, nel suo primo lungo interrogatorio del 6 settembre scorso, parla anche della situazione che si è venuta a creare a Lamezia dopo gli arresti e la sua personale strategia ideata per indebolire la cosca rivale per il controllo assoluto del territorio. Ecco, cosa dice Giampà:
A.D.R.: “Per quanto riguarda l’attuale situazione di Lamezia, le ordinanze cautelari che ci hanno colpito hanno praticamente disarticolato il mio gruppo, togliendo di mezzo tutti i personaggi dotati di carisma. Restano operativi gli altri gruppi criminali. …omississ…”.
A.D.R.: “Opposti a noi sono sempre stati i Torcasio e i Gualtieri, che peraltro hanno subito delle pensanti perdite negli ultimi tempi da parte del mio gruppo. Anzi io avevo elaborato una strategia per cercare di scalzarli definitivamente, legando a me Egidio Muraca, Nino Cerra e Paradiso Angelo, in precedenza legati proprio ai Torcasio ed in particolare a Francesco ‘O Carrà, per cercare di farli contribuire alla loro eliminazione, promettendo loro il controllo della zona di Capizzaglie. Proprio in questo contesto si inserisce l’omicidio di Torcasio Francesco “O Carrà”.
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