
Catanzaro - Un banca in difficoltà economica e la 'ndrangheta pronta ad acquisirla in modo da poter avere un luogo lecito dove riciclare i proventi del narcotraffico. E' questo lo scenario scoperto nel 2011 dalla Dda di Catanzaro in una indagine, per certi versi molto simile a quella della Procura di Milano, che portò all'arresto di 11 persone, tra cui il presidente, il direttore generale, un membro del collegio dei sindaci e un funzionario del Credito Sammarinese. Dagli elementi raccolti dagli inquirenti era emerso che il Credito Sammarinese aveva bisogno di denaro per superare la fase di crisi ed i vertici dell'istituto di credito decisero di "aprire le porte alla 'ndrangheta". L'inchiesta dei sostituti procuratori della Dda di Catanzaro Salvatore Curcio e Paolo Petrolo ruotava intorno ai depositi fatti nella banca da Vincenzo Barbieri, il broker della droga legato alla cosca di 'ndrangheta dei Mancuso di Limbadi, ucciso nel marzo del 2011 in un agguato a San Calogero (Vibo Valentia).
Il rapporto d'affari tra il Credito Sammarinese e Vincenzo Barbieri prevedeva un deposito complessivo di 15 milioni di euro, ovvero il prezzo che il presidente e proprietario della Banca, Lucio Amati, pretendeva per la vendita della stessa. Singolare è il racconto fatto da uno degli impiegati della banca che descrive minuziosamente il primo versamento, pari a 597 mila euro, fatto da Barbieri nell'istituto di credito. Il direttore generale del credito sammarinese, Valter Vendemini, consegnò un "trolley di misura media - raccontò l'impiegato - all'interno del quale vi era del denaro in contante credo di tutti i tagli. I soldi erano stipati, accartocciati, puzzavano di muffa ed erano racchiuse in mazzette con elastici ma non con senso logico. Proprio per le cattive condizioni in cui erano le banconote ho impiegato molto tempo per contare tutto il denaro". Le indagini sull'infiltrazione della 'ndrangheta nella banca si sono concluse nel 2013 quando i magistrati di Catanzaro hanno rinviato a giudizio i vertici dell'istituto di credito coinvolti nell'inchiesta.
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