
Roma - È stato riportato oggi in Italia dalla polizia indonesiana Antonio Strangio, il latitante di 'ndrangheta fermato a Bali il 2 febbraio scorso. Viveva in Australia dal 2016 e ad incastrarlo rileva la Polizia, "la voglia di farsi una vacanza al mare e la tranquillità di passare inosservato tra i tanti turisti". E' il quarantatreesimo criminale catturato nel mondo in meno di 3 anni grazie alla strategia promossa dal Dipartimento della Pubblica sicurezza italiana insieme ad Interpol con il progetto I CAN (Interpol Cooperation Against 'Ndrangheta). "Li cattureremo tutti, è solo questione di tempo. Stiamo lavorando da tre anni con le forze di polizia di tredici Paesi del mondo che prima non ne conoscevano la pericolosità", ha detto il prefetto Vittorio Rizzi, direttore centrale della polizia criminale e ideatore del progetto I CAN.
Indonesia consegna Strangio, Nordio soddisfatto
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, esprime soddisfazione per la consegna da parte dell'Indonesia di Antonio Strangio, 32 anni, pericoloso latitante di 'ndrangheta, considerato legato all'omonima 'ndrina di San Luca. L'Italia, ricorda il ministero della Giustizia, aveva diffuso le sue ricerche dal 2016, dando esecuzione all'ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria per traffico di sostanze stupefacenti aggravato dalla finalità di agevolare la cosca Bellocco-Cimato. Era stato arrestato all'inizio di febbraio all'aeroporto di Bali. Questa mattina, la procedura si è conclusa e Strangio è atterrato allo scalo di Fiumicino, per essere poi portato nel carcere romano di Rebibbia-Nuovo Complesso. "La consegna di Strangio - conclude - apre una pagina nuova nei rapporti di cooperazione con l'Indonesia ed appare ancora più significativa alla luce dei limitati precedenti e dell'assenza di una cornice giuridica bilaterale".
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