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Reggio Calabria - Domenico Barbaro, ritenuto dagli inquirenti un presunto boss della 'ndrangheta a Milano, è stato scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare a seguito dell'istanza dell'avvocato Gianpaolo Catanzariti. Lo ha deciso la Corte d'Appello di Milano. Barbaro, 76 anni e che nelle carte delle indagini veniva indicato come "l'Australiano", era in carcere dal 2008. Torna in libertà dopo che la Cassazione ha annullato con rinvio le condanne per i processi 'Cerberus' e 'Parco Sud'. Scarcerato anche un altro presunto boss.

Domenico Barbaro, ritenuto dalla Dda di Milano il presunto boss della cosca Barbaro-Papalia radicata nell'hinterland milanese, in particolare a Buccinasco, era stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta cosiddetta 'Cerberus' nel luglio 2008 e poi era stato raggiunto in carcere da una nuova ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'operazione ribattezzata 'Parco Sud' nel 2009. Le condanne inflitte per associazione mafiosa a Domenico Barbaro e ad altri presunti appartenenti al clan Barbaro-Papalia nei due processi - con al centro in particolare le presunte infiltrazioni della 'ndrangheta nel settore del movimento terra - sono state, però, annullate con rinvio alla Corte d'Appello milanese nei mesi scorsi: per 'Parco Sud' l'annullamento con rinvio è dello scorso giugno e per 'Cerberus' dell'aprile del 2012. L'appello 'bis' per 'Parco Sud' inizierà mercoledì prossimo, 23 ottobre, mentre quello 'Cerberus' si è già tenuto con la conferma delle condanne (si attende, dunque, un altro giudizio della Cassazione). Per quanto riguarda il procedimento 'Parco Sud', dopo l'annullamento della Cassazione, nei mesi scorsi era già stato scarcerato Domenico Papalia.

Poi nei giorni scorsi è stata la volta di Antonio Perre. E oggi sono tornati in libertà Domenico Barbaro, che era detenuto a Torino, e Francesco Barbaro. Accogliendo l'istanza dell'avvocato Catanzariti, la terza sezione della Corte d'Appello (presidente del collegio Arturo Soprano) ha scarcerato Domenico Barbaro, chiarendo nell' ordinanza che ''quanto al reato associativo si osserva che è venuta meno la doppia decisione'', di primo e secondo grado, ''sulla responsabilità dell'imputato''. Con la conseguenza, scrivono i giudici, ''che per tale ipotesi il termine massimo di fase'' per la custodia cautelare ''sarebbe pari a due anni'' ed è ''ampiamente decorso''. Per i reati 'fine', invece, la condanna definitiva per Barbaro è di entità inferiore rispetto al periodo già passato in carcere. Quindi anche in questo caso, secondo i giudici, i termini di custodia sono ampiamente scaduti. Da qui la liberazione dell'imputato (i termini dell'oridinanza 'Cerberus', tra l'altro, erano già stati dichiarati scaduti).

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