
Reggio Calabria - Nel corso di un’operazione della Dia di Roma e Reggio e della polizia di Stato sono stati sequestrati beni per 150 milioni di euro. Il provvedimento è stato emesso nei confronti di Giuseppe Mattiani e del figlio Pasquale, ritenuti vicini alla cosca dei Gallico. Il sequestro è il risultato di due attività di indagine condotte dal Centro Operativo Dia di Roma, dalla Squadra Mobile di Reggio e dal Commissariato di polizia Palmi che hanno consentito di acquisire gli elementi necessari a dimostrare la contiguità di Giuseppe e Pasquale Mattiani con la cosca dei Gallico.
Tra i beni sequestrati anche un Hotel a 4 stelle a Palmi e un Hotel a Roma situato in uno dei quartieri più esclusivi e a maggiore densità turistica della Capitale. Alla conferenza stampa che si terrà stamattina a Reggio Calabria parteciperà il Procuratore, Federico Cafiero de Raho, il Questore, Guido Longo e il Capo del Centro Operativo Dia Gianfranco Ardizzone.
L'Hotel sequestrato a Roma è il Gianicolo
È l'Hotel Gianicolo, nell' omonimo quartiere di Roma, l'albergo sequestrato dalla Dia nella capitale. L'albergo sequestrato a Palmi è l'Hotel L'Arcobaleno, anche questo, come il Gianicolo, a 4 Stelle.
Era un monastero l'Hotel Gianicolo. La società di Giuseppe Mattiani e dei figli, alla fine degli anni novanta e poco prima del Giubileo, registrò un grande salto a livello finanziario e acquistò un immobile a Roma. Si trattava di un monastero collocato in uno dei posti più belli della capitale, il colle Gianicolo, di proprietà di una congregazione religiosa. In quel periodo, visto l'approssimarsi del Giubileo, gli immobili di tipo alberghiero erano ricercatissimi e naturalmente molto onerosi per via dell'atteso afflusso dei pellegrini. Il Grand Hotel Gianicolo, di categoria 4 stelle lusso, è provvisto di 48 camere più piscina e parcheggio interno. La Dia e la polizia hanno sequestrato la società "Hotel Residence Arcobaleno Sas", proprietaria sia del Grand Hotel Gianicolo che dell'Hotel Arcobaleno a Palmi. Sono stati sequestrati anche 53 beni immobili ubicati tra Roma, Castiglione dei Pepoli (Bologna) e Palmi, 9 automobili e rapporti bancari intrattenuti in 13 istituti di credito.
REAZIONI
Cafiero de Raho, procuratore Reggio: "Colpiti beni proventi illeciti"
"La Procura della Repubblica di Reggio Calabria - ha sottolineato Cafiero de Raho - continuerà nella sua strategia di individuare e colpire la ricchezza illegittima e frutto di proventi mafiosi, uno strumento efficace affinchè lo Stato si riappropri di beni derivanti da operazioni di riciclaggio o da iniziative economiche di dubbia matrice". "Le infiltrazioni della criminalità organizzata in Calabria condizionano l'intero circuito economico e politico e negare che vi sia il condizionamento significherebbe negare l'esistenza della 'ndrangheta".
Associazione Libera: "Roma luogo prescelto per ripulire soldi"
"Plaudiamo l'operato della magistratura e delle forze dell'ordine per il nuovo colpo alla cupola di 'ndrangheta. I sequestri di oggi sono l'ennesima prova della forza economica delle mafie e rappresenta l'ulteriore conferma che le mafie non sono più infiltrate ma radicate nel territorio. Ormai la Capitale è stata scelta come luogo privilegiato per reinvestire e ripulire i soldi del boss". E' quanto afferma l'associazione Libera, commentando l'operazione della Dia di Reggio Calabria e di Roma che ha portato al sequestro di beni per 150 milioni di euro. "I sequestri di beni degli ultimi anni - sottolinea l'associazione antimafia - manifestano una predilezione per bar e ristoranti di lusso, locali della movida. Solo a Roma sono circa 20 i locali sequestrati al clan Gallico e clan Alvaro". "Per mantenere accessi i riflettori su questo territorio e raccontare il positivo che esiste e lavora nella lotta alle mafie, si svolgerà proprio nel Lazio, a Latina, la manifestazione nazionale il 22 marzo 2014, prevista nell'ambito della diciannovesima Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si tiene ogni anno il primo giorno di primavera".
Bindi, presidente della commissione Antimafia: "Colpito clan Gallico, ottimo risultato"
"L'operazione congiunta della Dia di Roma e di Reggio Calabria con la Polizia di Palmi che ha portato al sequestro di beni per 150 milioni di euro, tra i quali un noto albergo della capitale, segna un nuovo importante colpo contro gli affari della 'Ndragheta e il clan Gallico di Palmi. Un ottimo risultato, che conferma come uno degli strumenti più efficace di contrasto sia quello del sequestro dei patrimoni e delle ricchezze accumulate da un'organizzazione criminale che sempre più si struttura come un soggetto economico, con vocazione imprenditoriale, capacità di fornire una gamma di servizi e di infiltrarsi in realtà produttive e amministrative diverse".
Bianchi (Pdl) e componente commissione Antimafia: "Importante colpire i patrimoni"
"La notizia del sequestro di beni per 150 milioni di euro al clan Gallico, tra cui un lussuoso hotel a Roma, e' un altro significativo passo in avanti nella lotta alla 'ndrangheta. Come ha sottolineato il procuratore nazionale antimafia Roberti, l'aggressione ai patrimoni illeciti è tra gli strumenti più efficaci per contrastare la criminalità organizzata. La 'ndrangheta ha ampliato i propri profitti, penetrando nel tessuto economico e produttivo del centro e nord Italia, e vuole riciclare denaro sporco. Sbarrarle la strada con la confisca dei beni significa annientare queste velleità. Questi sono gli interventi da intensificare. Un plauso - conclude Bianchi - agli agenti della Direzione investigativa Antimafia e alla polizia per l'operazione odierna e il quotidiano impegno nel contrasto alle organizzazioni criminali".
© RIPRODUZIONE RISERVATA