
Milano - I giudici dell'ottava sezione penale di Milano hanno respinto la richiesta della difesa dell'ex direttore della Asl di Pavia Carlo Chiriaco, già condannato definitivamente a 12 anni di carcere nel maxi-procedimento 'Infinito' contro la 'ndrangheta in Lombardia e ora imputato per turbativa d'asta e corruzione, di dichiarare il non luogo a procedere e hanno aperto il dibattimento a carico dell'ex manager, rinviando l'udienza al prossimo 13 ottobre per i primi testimoni. Chiriaco è imputato con l'accusa di aver truccato una gara d'appalto dell'ospedale San Paolo di Milano nel 2009 e la difesa aveva chiesto al Tribunale di emettere una "sentenza di non doversi procedere per intervenuto giudicato su un medesimo fatto storico" perché, a detta dei legali, degli stessi fatti per cui è a processo "si parla già nella sentenza" di condanna per concorso esterno in associazione mafiosa e, quindi, si tratta di una "vicenda già giudicata".
Istanza respinta oggi dal collegio presieduto da Luisa Ponti, come chiesto dal pm Paolo Storari. Nel processo in corso a carico di Chiriaco viene contestata, oltre alla turbativa d'asta, anche l'aggravante di aver "commesso il fatto al fine di favorire" le cosche. Nel 2010, infatti, avrebbe promesso un "pacchetto di voti di preferenza gestiti dall'associazione di stampo mafioso" a "favore del candidato Angelo Giammario (non indagato)", ex consigliere regionale lombardo del Pdl. Lo scorso maggio, il gup Ilaria De Magistris ha respinto una richiesta di patteggiamento da parte di Chiriaco e l'ipotesi di un nuovo tentativo di patteggiamento davanti all'ottava penale è tramontata. Nella prossima udienza verranno ascoltati i primi testi.
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