
Milano - La Dda di Milano ha acquisito le immagini dell'ultima puntata di Report e l'intero girato per approfondire la questione delle infiltrazioni mafiose nelle elezioni comunali della zona di Varese. L'indagine è quella relativa al voto di scambio nel comune di Lonate Pozzolo: reato per cui è stato creato uno stralcio parallelo alla più ampia indagine 'Krimisa'. Per questo reato, corruzione elettorale e scambio elettorale politico mafioso, il 15 ottobre i carabinieri del nucleo investigativo di Milano hanno notificato 5 informazioni di garanzia e avvisi di conclusione indagini a firma delle pm Alessandra Cerreti e Cecilia Vassena. I destinatari dei provvedimenti sono l'ex sindaco del Comune del Varesotto, Danilo Rivolta; Peppino Falvo, ricordato come il “re dei Caf” e coordinatore regionale dei Cristiano Democratici; Francesca De Novara, nominata assessore al Comune di Lonate Pozzolo nella giunta Rivolta con delega alla Cultura, (è anche nipote di Alfonso Murano assassinato in un agguato di mafia nel 2006, mentre era al vertice del gruppo lonatese della locale di Legnano-Lonate Pozzolo). Indagato anche il padre Salvatore De Novara, detto Franco (imprenditore edile) e Cataldo Casoppero, condannato lo scorso 25 settembre dal Tribunale di Busto Arsizio a 14 anni di reclusione perché affiliato alla ‘ndrangheta. I reati contestati in questo fascicolo fanno riferimento alle elezioni amministrative del Comune di Lonate Pozzolo del maggio 2014 quando, secondo le indagini, Rivolta fu eletto grazie all’appoggio della 'ndrangheta, ed in particolare di Casoppero, attraverso un pacchetto di 300 voti, in cambio della promessa di assegnare un assessorato ad un candidato “gradito” alle famiglie mafiose originarie di Cirò, in Calabria; nel caso di specie si trattava proprio di Francesca De Novara. L’operazione di scambio fu, secondo l’accusa, organizzata e mediata da Falvo, nel suo ruolo di coordinatore politico locale. Fu lo stesso Rivolta, interrogato a Busto Arsizio, a confermare le ipotesi accusatorie, dichiarando che nel febbraio 2014, Peppino Falvo suggerì, durante la campagna elettorale, che i De Novara avrebbero appoggiato lo stesso Rivolta con un pacchetto di 300 voti purché la figlia ricevesse la delega assessorile.
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