
Oppido Mamertina (Reggio Calabria) - Un centinaio di alberi di ulivo gestiti dalla cooperativa Valle del Marro 'Libera Terra' sono stati tagliati da sconosciuti. L'uliveto, confiscato alla 'ndrangheta, è gestito dalla cooperativa in località Baronello, a Castellace, frazione di Oppido Mamertina. Sono stati i soci della cooperativa a scoprire il taglio degli alberi, fatto con l'uso di accette. Si tratta della terza intimidazione in quattro anni ai danni della cooperativa. Indagano i carabinieri.
L'uliveto si compone di 11 ettari ed è stato assegnato alla cooperativa sociale nel 2005. Nel 2011 un incendio doloso ha distrutto cinquecento alberi secolari. Un anno dopo, ad essere distrutto dalle fiamme è stato un escavatore della cooperativa che era all'opera su quel terreno per i lavori di espianto degli alberi bruciati. Nel 2013 un impianto di 1.200 piante di ulivo ha restituito nuova vita al terreno, che sembra però non trovare pace dopo l'ennesima intimidazione.
REAZIONI
Domenico Fazzari (presidente), una vigliaccata
Ognuno di questi tagli è come un colpo vibrato al cuore. E' una vigliaccata, un'infamia intollerabile". Lo afferma il presidente della Cooperativa Valle del Marro 'Libera Terra', Domenico Fazzari, circa l'ennesima intimidazione subita. "Confidiamo nella magistratura e nelle forze dell'ordine - aggiunge - affinché gli autori dell'atto intimidatorio vengano presto consegnati alla giustizia e siano scongiurati ulteriori fatti criminosi. Quello dell'uso sociale dei beni confiscati alla mafia è un tema sul quale non deve mai calare l'attenzione e l'impegno di tutti. Quando ciò succede, le mafie sono sempre pronte ad approfittarne. Malgrado questa nuova intimidazione, restiamo sereni. Continueremo ad andare avanti con l'impegno e la motivazione di sempre, fiduciosi nell'intervento delle autorità". Il vice presidente della Cooperativa, Sergio Casadonte, ha evidenziato che "è un grande dolore vedere spezzata la fragile vita di una pianta in crescita. Ancora una volta un bene confiscato, simbolo del riscatto sociale, viene colpito. Contro un gesto così vergognoso reagisca tutta la società civile".
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