
Roma - La terra continua a tremare. Una scossa di magnitudo 6.5 è stata registrata, a dieci chilometri di profondità, alle 7:40 in Umbria, con epicentro tra Norcia, Preci e Castel Sant'Angelo sul Nera. Lo sciame sismico seguito alla scossa delle 7.40 vede altre sei scosse, quattro di magnitudo superiore a 4 (una di 4.6) le altre due di 3.9 e di 3.5. Lo segnala il sito dell'Ingv.
Una scossa fortissima, avvertita in tutto il centro Italia ma anche lungo tutto lo stivale, da Bolzano alla Puglia. “E' crollato tutto, vedo colonne di fumo, è un disastro, in disastro!''. Ha affermato il sindaco di Ussita, uno dei comuni più colpiti dal sisma del 26 ottobre, Marco Rinaldi, dopo l'ultima forte scossa. ''Dormivo in auto, ho visto l'inferno...". "E' venuto tutto giù, ormai non ci stanno più i paesi". Così il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci dopo l'ultima scossa. "Per fortuna che erano zone rosse - aggiunge -. La poca gente che è rimasta è scesa in strada, si sta abbracciando. Adesso stiamo andando in giro per le frazioni per vedere quello che è successo".
La Basilica di San Benedetto e la cattedrale di Santa Maria argentea, a Norcia, sono crollate: sono rimaste in piedi parte delle facciate e delle strutture. Paura anche a Rom per la nuova scossa di terremoto che è stata avvertita stamattina nella Capitale, più forte rispetto ai giorni scorsi. Secondo quanto si è appreso, sono decine già le telefonate arrivate ai vigili del fuoco. La gente spaventata è scesa in strada in diverse zone della città. La metro è stata temporaneamente interrotta per verifiche.

Scossa di oggi più forte di quelle del Friuli e L'Aquila
Il terremoto di oggi del 6.5 con epicentro vicino a Norcia, in Umbria, è il più violento degli ultimi decenni in Italia. Quello del Friuli del 1976 fu di magnitudo 6.4 della scala Richter. La scossa principale dell'Aquila del 2009 fu del 5.8, quello di Umbria e Marche del 1997 del 6.1. Anche quello del Belice, del 1968, fu del 6.1. Solo in Irpinia, nel 1980, la magnitudo fu del 6.5 della scala Richter, pari a quella odierna, e causò 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti.
Capo Protezione Civile Marche: "Ci sono crolli ovunque"
"E' stata una scossa molto forte. Ci segnalano crolli a Muccia, Tolentino, in tutto l'entroterra Maceratese, stiamo cercando di capire se ci sono persone sotto le macerie". Lo ha detto il capo della Protezione civile delle Marche Cesare Spuri. "La scossa - ha aggiunto - è stata molto forte anche ad Ancona".
Al momento nessuna vittima
Al momento non risultano vittime del forte sisma di oggi nel entro Italia. Lo si apprende dai primi controlli dei carabinieri e degli altri soccorritori. A Tolentino, dove si sono avuti diversi crolli, tre persone sono state estratte vive dalle macerie, come rendono noto fondi della Protezione civile. Intanto l'Istituto di Geologia ambientale e Geoingegneria del Cnr sostiene che "in linea teorica" non si possono escludere altre scosse "forti come e più di quelli avvenuti fino ad oggi in aree adiacenti a quelle colpite in questi mesi".
Circolazione ferroviaria verso la normalità
Sta progressivamente tornando alla normalità la circolazione ferroviaria nelle Marche e in Umbria nelle zone interessate dalla scossa tellurica registrata stamani alle 7.40. I tecnici stanno concludendo tutti i controlli e le verifiche alle infrastrutture e alle opere d'arte. Subito dopo il terremoto la circolazione ferroviaria - informano le Ferrovie - è stata sospesa, per controlli accurati, a binari, ponti, viadotti e gallerie, nonché ai sistemi di gestione e controllo del traffico e di distanziamento in sicurezza dei treni sulle seguenti linee: Foligno - Terontola, Orte - Falconara, Ascoli - Porto d'Ascoli, Terni - Sulmona, Pescara - Sulmona e Albacina - Civitanova Marche. Per garantire la mobilità sono stati attivati servizi sostitutivi con autobus sulle linee Albacina - Civitanova Marche e Ascoli - Porto d'Ascoli.
Anas: chiuse strade nelle zone terremotate
Chiusa la strada statale 685 `delle Tre Valli Umbre` tra le province di Perugia e Ascoli Piceno e la strada statale 4 'Via Salaria', tra le province di Rieti e Ascoli Piceno. Anas invita a non percorre la strada statale 4 'Via Salaria' per agevolare il transito dei mezzi di soccorso diretti nelle zone del sisma.




© RIPRODUZIONE RISERVATA