
Catanzaro - Chiesto l’ergastolo per il 36enne Marco Gallo nel corso del processo in Corte d’assise per l’omicidio dell’avvocato penalista Francesco Pagliuso avvenuto nell’agosto del 2016. Nel corso dell’udienza di oggi e prima della requisitoria del Pubblico ministero Mandolfino, l’imputato ha voluto sottoporsi ad esame per affermare, nel contraddittorio delle parti, la propria estraneità all’omicidio dell’avvocato Pagliuso. Successivamente, la Corte d’Assise ha dichiarato chiusa l’istruttoria e invitato le parti a concludere. Il Pubblico Ministero ha illustrato le ragioni poste a fondamento della propria richiesta di condanna, alla pena dell’ergastolo, e ha depositato memoria nella quale ha illustrato e approfondito la propria requisitoria.
Dopo la requisitoria sono intervenuti anche gli avvocati Gianfranco e Pietro Agapito, per la Camera Penale di Lamezia Terme e per il Comune di Soveria Mannelli, con la propria arringa a sostegno delle ragioni dell’accusa. Subito dopo anche l’avvocato Caterina Restuccia per il comune di Lamezia Terme ha chiesto la condanna dell’imputato. L’udienza è stata poi rinviata al prossimo 22 dicembre per la discussione delle altre parti civili e della difesa e poi la possibile sentenza.
Le dichiarazioni dell'imputato
In particolare, Gallo, in aula, ha raccontato - secondo quanto riferito dal legale - di essersi recato, nell’agosto 2016, presso il piazzale sulla via Marconi solo per incontrare alcuni amici e che di solito si fermava lì a parlare con loro, ha spiegato che via Marconi era una via molto trafficata e che lui si recava da quelle parti anche per ragioni lavorative. Ha negato, nel corso della sua deposizione in aula, di avere una relazione sentimentale extraconiugale (circostanza, quella di una relazione extraconiugale di Gallo, mai emersa in dibattimento) e, inoltre, ha negato di essere lui quel soggetto che gli investigatori hanno chiamato “il podista”. Lo stesso Gallo - evidenzia ancora il legale - ha poi rilasciato spontanee dichiarazioni con le quali ha voluto sottolineare “l’ingiustizia delle accuse” nei suoi confronti ribadendo di “essere assolutamente estraneo ad ogni accusa, non solo a quella dell’omicidio dell’avvocato Pagliuso”. Gallo - per come riferito in udienza - ha ribadito di essere sempre stato “un libero cittadino che conduceva una vita normale e di non avere mai sentito il bisogno di dotarsi di un alibi perché non ha mai avuto nulla da nascondere o giustificare davanti ad un Giudice”.
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