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Catanzaro - Si è presentato davanti al Gup Antonio Battaglia di Catanzaro per l’udienza preliminare, Marco Gallo, ritenuto il presunto killer di Gregorio Mezzatesta ucciso il 24 giugno dello scorso anno a Catanzaro. La famiglia di Mezzatesta, assistita dall’avvocato Vincenzo Galeota, si è costituita parte civile nel processo.

Dopo la discussione delle parti, il giudice Battaglia ha disposto il rinvio a giudizio davanti la Corte di Assise di Catanzaro per il prossimo 4 ottobre. Inoltre, nel corso dell’udienza, l’avvocato Francesco Siclari, difensore di Marco Gallo, ha sollevato un’eccezione di nullità, che è stata rigettata dal Tribunale, in merito all’omesso deposito di verbali di trascrizione delle conversazioni intercettate.

Il processo a carico del 32enne è scaturito dall’omicidio del 53enne dipendente delle Ferrovie della Calabria ucciso in via Milano, a Catanzaro, intorno alle 8, al suo arrivo sul luogo di lavoro. La vittima era il fratello di Domenico Mezzatesta, l'uomo che nel gennaio del 2013 con il figlio Giovanni si rese responsabile di un duplice omicidio a Decollatura per il quale sono stati condannati entrambi a 20 anni di reclusione. In quell'occasione furono uccisi Francesco Iannazzo e Giovanni Vescio, entrambi freddati mentre si trovavano all’interno del “bar del Reventino” a Decollatura. Pena rideterminata dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato l’ergastolo per i due Mezzatesta, escludendo la premeditazione rimettendo gli atti alla Corte d'Assise di appello di Catanzaro per la rideterminazione della pena. I due erano difesi dall’avvocato Francesco Pagliuso che il 9 agosto del 2016 fu ucciso con tre colpi di arma da fuoco nel cortile di casa.

La ricostruzione dell'omicidio Mezzatesta

Dopo quasi due mesi per tale delitto fu arrestato Marco Gallo già in carcere perché accusato, oltre all’omicidio di Gregorio Mezzatesta per il quale è già a processo, anche per quello del fruttivendolo Francesco Berlingieri, ucciso il 19 gennaio 2017 davanti al suo negozio in via Fiume a Sambiase. In quest’ultimo episodio è coinvolta anche la moglie, Federica Guerrise che per l’accusa avrebbe avuto un ruolo specifico nell’azione omicidiaria, ovvero quello dello specchietto.

Marco Gallo per il delitto Mezzatesta era stato arrestato il 31 luglio di un anno fa, proprio con l’accusa di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di Gregorio Mezzatesta. Ad incastrarlo le telecamere di videosorveglianza che lo hanno ripreso lungo tutto il tragitto che il presunto killer avrebbe compiuto quella mattina del 24 giugno. Da Tiriolo, dove avrebbe agganciato la vittima, a bordo di una moto Enduro, lo avrebbe seguito fino a Catanzaro.

Incastrato dalle telecamere

Al ritorno l’imprevisto che lo ha incastrato: la moto si ferma nei pressi di Lamezia, probabilmente per via di un guasto o per l’esaurimento del carburante, e il presunto killer è costretto a togliersi il casco e a proseguire a piedi per andare poi a recuperare la moto con la sua Bmw e un carrello a rimorchio preso nel suo magazzino in via Indipendenza. Telecamere che sono risultate fondamentali poi, anche per quanto riguarda l’omicidio di Berlingieri, e per quello di Francesco Pagliuso. Qui Gallo si sarebbe finto podista per studiare i movimenti della vittima, fingendo di correre anche di notte su via Marconi nei pressi dell’abitazione dell’avvocato. Tutto ciò ha insospettito gli investigatori che hanno ricostruito tutto il quadro attorno a colui che è considerato il responsabile di tre omicidi a Lamezia e Catanzaro.

Ad ottobre, quindi, il processo comincerà in Corte d’Assise per quanto riguarda questo omicidio mentre al momento non ci sono ancora risvolti processuali per quanto riguarda gli altri due delitti che sarebbero stati commessi dall’ "insospettabile" 32enne lametino.

R.V.

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