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Lamezia Terme – È passato poco più di un anno dall’omicidio di Gregorio Mezzatesta, dipendente delle Ferrovie della Calabria, freddato la mattina del 24 giugno a Catanzaro: ora, per colui che è ritenuto essere il suo assassino, il 33enne lametino Marco Gallo, comincerà il processo.

È stata fissata, infatti, l’udienza preliminare, quando il giovane, che era considerato insospettabile, dovrà presentarsi davanti al Gup di Catanzaro, il dottor Antonio Battaglia e optare per la scelta del rito: se andare al dibattimento o preferire il rito alternativo dell’abbreviato.

Marco Gallo è stato arrestato il 31 luglio di un anno fa, proprio con l’accusa di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di Gregorio Mezzatesta. Pochi mesi dopo, il secondo fermo, insieme alla moglie, perché considerato il killer di Francesco Berlingieri, fruttivendolo ucciso a Lamezia il 19 gennaio dell’anno scorso. Poi, i primi di marzo il terzo fermo: secondo gli inquirenti, sarebbe stato sempre lui ad uccidere il penalista lametino Francesco Pagliuso. Tanti piccoli tasselli di un puzzle che si vanno a comporre e che inchioderebbero, ancora una volta, il giovane lametino: da titolare di una società di consulenze a killer.

Una evoluzione, quella di Marco Gallo, sulla quale non si fermano le indagini da parte degli inquirenti che stanno cercando ancora di capire chi possano essere i mandanti di questi delitti e se possano essere collegati l’uno all’altro. Per l’omicidio di Francesco Berlingieri procede la Procura di Lamezia, mentre per gli altri due delitti se ne sta occupando la Dda di Catanzaro.

Gregorio Mezzatesta, era il fratello di Domenico Mezzatesta, l'uomo che nel gennaio del 2013 con il figlio Giovanni si rese responsabile di un duplice omicidio a Decollatura per il quale erano stati condannati all'ergastolo.

In quell'occasione furono uccisi Francesco Iannazzo e Giovanni Vescio, entrambi freddati mentre si trovavano in un bar. Poi, l’annullamento con rinvio dalla Corte di Cassazione. I due Mezzatesta erano difesi dall'avvocato Francesco Pagliuso, ucciso la sera del 9 agosto dell'anno scorso mentre rientrava a casa a Lamezia. 

Ad incastrare Marco Gallo, per l’omicidio di Mezzatesta, sono state le telecamere di videosorveglianza, lungo il tragitto che avrebbe compiuto quella mattina. Secondo la ricostruzione, avrebbe agganciato la vittima nel territorio di Tiriolo, per poi seguirlo fino a Catanzaro. Al ritorno, un imprevisto e il conseguente passo falso: la moto si ferma nei pressi di Lamezia e il presunto killer deve togliersi il casco e proseguire a piedi per andare poi a recuperare la moto con la sua Bmw e un carrello a rimorchio. 

Telecamere che sono risultate fondamentali poi, anche per quanto riguarda l’omicidio di Berlingieri, e per quello di Francesco Pagliuso. Anche in questo delitto, la figura di un insolito podista, che correva di notte su via Marconi, ha insospettito gli investigatori che, frame dopo frame, hanno ricostruito tutto il quadro attorno a colui che è considerato il responsabile.

Una scia di sangue che, secondo il pubblico ministero Elio Romano che ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio, per quanto riguarda l’omicidio di Gregorio Mezzatesta, sarebbe da ricollegare ad una serie di vendette, trasversali o meno, riconducibili anche al delitto di Daniele Scalise, e comunque ad una faida nel territorio di Lamezia e del Reventino. Dietro quindi, ci sarebbero vecchi attriti e rancori e la volontà di colmare un gap criminale.

Gallo dal momento del primo arresto, ha sempre fatto scena muta davanti agli inquirenti. Qualche settimana fa si era palesata la possibilità che il 33enne avesse deciso di collaborare con la giustizia ma il suo legale, l’avvocato Francesco Siclari, ha negato che potesse esserci una collaborazione e ha affermato, anzi, che Gallo, in sede di interrogatorio con il pubblico ministero, avrebbe ribadito “con fermezza la propria estraneità a tutti fatti allo stesso contestati”.

Il 19 luglio, l’udienza preliminare davanti al Gup di Catanzaro: la famiglia di Mezzatesta, parte offesa, si costituirà parte civile nel processo. 

C.S.

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