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Lamezia Terme – Ufficializzato il passaggio dell’inchiesta alla Dda di Catanzaro, il fascicolo sulla morte dell’avvocato Francesco Pagliuso è ora nelle mani del procuratore Vicario di Catanzaro, Giovanni Bombardieri. Le modalità sulla sua barbara uccisione lasciavano infatti già presupporre che dietro potrebbe esserci stata la mano della criminalità organizzata.

Per far luce sul delitto dell’avvocato 43enne, ucciso a colpi di pistola la notte del 9 agosto mentre faceva rientro nella sua abitazione di via Marconi, vi è stato proprio ieri un primo incontro negli uffici della direzione distrettuale antimafia. Il vertice tra magistrati e investigatori è stato diretto dal procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri. Il movente dell’omicidio è ancora avvolto nel mistero e si indaga a 360°. Acquisite tutte le immagini di quella sera e dei giorni precedenti ripresi dalle telecamere, si scava ora nella vita professionale dell’avvocato penalista, che seguiva i più importanti processi di ‘ndrangheta, come “Medusa”, “Perseo” e “Andromeda” che si sono disputati e, in parte si stanno ancora svolgendo tra Lamezia, Catanzaro e Roma. Le Indagini proseguono a tappeto e gli inquirenti stanno esaminando tabulati, filmati e fascicoli negli uffici che il penalista aveva in città e anche a Soveria, suo paese d'origine.

L’autopsia avrebbe confermato che Pagliuso sarebbe stato raggiunto da due dei tre colpi di revolver sparatigli dal killer, che lo ha atteso nel cortile della sua abitazione la sera del 9 agosto. Il particolare, peraltro, era già emerso dalla visione dei filmati delle videocamere installate intorno al fabbricato, in cui appaiono le fiammate prodotte dagli spari che hanno centrato il noto penalista sulla parte sinistra del collo, segno evidente che l'uomo si accingeva a prendere la borsa, posata sul sedile al fianco di quello del conducente, senza mai più però riuscire a scendere.

Diverse le ipotesi al vaglio degli investigatori, come anche quella che il killer, la sera del 9 agosto, non fosse da solo sul luogo del delitto. Tanta commozione ai funerali e alla camera ardente allestita nell’atrio del tribunale cittadino per l’ultimo saluto all’avvocato Pagliuso, e forte la rabbia dei familiari e dei colleghi che quel giorno aspettavano la sua salma con indosso la toga. “Desidero che la città collabori in tutti i modi – ha dichiarato ai funerali il presidente del tribunale Bruno Brattoli - i magistrati di Catanzaro che stanno svolgendo le indagini hanno bisogno di voi”. 

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