
Reggio Calabria - L’area dello Stretto di Messina è stata inserita tra i sette black-spot, ovvero aree in cui il fenomeno del bracconaggio è particolarmente intenso, indicati del “Piano d’azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici”, redatto dall’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente e proposto da quest’ultimo, in attuazione alla “Strategia nazionale sulla Biodiversità”, ed oggetto di apposito accordo tra le Parti raggiunto nella seduta della Conferenza Stato – Regioni del 30 marzo 2017, e quindi meritevole di particolare attenzione dal punto di vista del contrasto al fenomeno di cui trattasi.
Per l’anno in corso, il Comando Unità Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare (CUTFAA) dell’Arma dei Carabinieri, nel quale all’inizio dell’anno è confluito il Corpo forestale dello Stato, ha voluto dare nuovo impulso a tale importantissimo servizio di tutela della fauna selvatica, mettendo in atto un dispositivo di prevenzione e repressione tanto sul versante calabrese che, e questo accade per la prima volta, sul versante siciliano. In sinergia con il personale Reparti specializzati dei Carabinieri Forestali già presenti sul territorio interessato alla migrazione, infatti, stanno operando ulteriori 30 militari afferenti al NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio) del CUTFAA, coadiuvati, ove necessario, da personale dell’Arma territoriale.
Le funzioni di coordinamento e comando sono affidate alla Centrale Operativa Regionale, al quale afferisce anche il numero 1515 di emergenza ambientale, al quale segnalare qualsiasi atto illegale in danno della fauna migratoria ed all’ambiente. Per tutto il periodo della migrazione, stanno operando su entrambi i versanti dello Stretto numerose Associazioni ambientaliste, anche straniere, – Legambiente, LIPU, WWF Italia, CABS (Committee Against Bird Slaughter), MAN (Associazione Mediterranea per la Natura) in collaborazione con la NABU tedesca, Progetto Natura di Milano.
I volontari svolgono attività sia scientifica di avvistamento e censimento degli animali in transito, che di monitoraggio e segnalazione ai Reparti operanti degli eventuali episodi di bracconaggio. Con tre di esse – Legambiente, LIPU e WWF Italia – il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, nelle settimane scorse, ha già sottoscritto specifici protocolli d’intesa finalizzati alla cultura della legalità ed alla tutela dell’ambiente da realizzare su tutto il territorio nazionale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA